Le condizioni di Papa Francesco destano nuovamente preoccupazione. Ricoverato dal 14 febbraio presso il Policlinico Gemelli di Roma, il Pontefice ha vissuto, nella giornata del 3 marzo, due episodi di insufficienza respiratoria acuta. A riferirlo è l’ultimo bollettino medico, che spiega come tali episodi siano stati causati da un significativo accumulo di muco nei bronchi e da conseguente broncospasmo. Per affrontare la situazione, sono state eseguite due broncoscopie con l’aspirazione di abbondanti secrezioni, mentre nel pomeriggio si è resa necessaria la ripresa della ventilazione meccanica non invasiva. Nonostante il quadro clinico complesso, il Papa è rimasto sempre vigile e collaborativo, ma la prognosi resta riservata.
La mattina del 3 marzo, la Sala Stampa Vaticana aveva rassicurato sulle condizioni del Pontefice, affermando che aveva trascorso una notte tranquilla e che la polmonite bilaterale risultava sotto controllo. Tuttavia, già venerdì scorso Francesco aveva accusato una crisi respiratoria con broncospasmo e vomito. Nel bollettino del 2 marzo si parlava di un quadro stabile, con il Papa sottoposto a ossigenoterapia ad alti flussi, ma senza necessità di ventilazione meccanica. Anche in quella giornata, Bergoglio aveva partecipato alla Messa insieme a medici e operatori sanitari che lo assistono, alternando momenti di preghiera e riposo.
Nonostante la fragilità del momento, Papa Francesco ha voluto rivolgere un messaggio ai fedeli durante l'Angelus domenicale, esprimendo gratitudine per la vicinanza ricevuta: "Sento tutto il vostro affetto e la vostra vicinanza. Mi sento come sostenuto da tutto il Popolo di Dio". Ha inoltre condiviso una riflessione sulla sofferenza, riconoscendola come un’opportunità di crescita spirituale: "Avverto nel cuore la 'benedizione' che si nasconde dentro la fragilità, perché proprio in questi momenti impariamo ancora di più a confidare nel Signore".
Dal Policlinico Gemelli, il Pontefice ha inviato anche un messaggio ai partecipanti all'Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, datato 26 febbraio. In esso ha sottolineato l’importanza dell’ascolto della scienza e della necessità di rielaborare il concetto di creazione continua, mettendo in guardia dai pericoli di una visione tecnocratica e neoliberista del mondo: "Assecondare una deregulation utilitarista e neoliberista planetaria significa imporre come unica regola la legge del più forte; ed è una legge che disumanizza".
Nel suo intervento, non è mancato un accorato appello alla pace: "Da qui la guerra appare ancora più assurda". Parole che assumono un valore ancora più forte alla luce delle sue condizioni di salute, segnate dalla fragilità ma anche da una straordinaria lucidità e determinazione nel portare avanti il suo messaggio.





