“Il primo atto politico della Giunta regionale è una modifica dello Statuto per assegnare poltrone e accontentare gli appetiti dei partiti che lo sostengono. Quattro sottosegretari che si aggiungono ai sette assessori per un costo di 4 milioni di euro in cinque anni a carico dei cittadini. Queste le priorità per la Giunta Bucci. Nessuna linea d’azione per la sanità, la formazione, i trasporti, l’ambiente o la cultura, si pensa a trasformare la Giunta in un poltronificio. La scelta di istituire i sottosegretari non risponde alla richiesta di una migliore gestione organizzativa, ma a sistemare i rapporti politici della maggioranza che sostiene l’attuale Presidente Bucci.
Questa riforma, nei fatti svuota i consigli regionali del potere legislativo. La giunta non vuole che il confronto avvenga dentro l’aula, tra maggioranza e minoranza, ma tra esecutivo e minoranza, cambiando in maniera assoluta le regole del confronto democratico e cambiando la forma di governo di questa regione, sottoposta al volere dell’esecutivo e del suo presidente.
Al termine di questa riforma, Regione Liguria avrebbe: un numero di assessori regionali ampliato di almeno due unità (secondo le dichiarazioni a mezzo stampa del Presidente Bucci), quattro sottosegretari che si aggiungono ai sette componenti attuali della Giunta regionale, per un totale di tredici componenti dell’esecutivo. Ci opporremo in ogni modo possibile a questa modifica non solo perché inaccettabile e inammissibile, ma anche perché è un atto antidemocratico: che limita i consiglieri nelle loro funzioni e nel loro spazio di autonomia.
Inutile poi volerla far passare come un’operazione a costo zero, perché se si vogliono usare le risorse destinate al consiglio regionale, con una razionalizzazione delle spese, queste vanno investite in sanità, non certo per distribuire e istituire nuove poltrone. Un’amministrazione che guarda davvero ai cittadini utilizzerebbe così le risorse non per accontentare gli ‘amici'”, così la consigliera regionale e vicepresidente Commissione Bilancio Carola Baruzzo, relatrice di minoranza in consiglio sulla riforma dello Statuto.





