A Garlenda, la storica Quercia Monumentale di San Rocco, una maestosa roverella di circa 300 anni, lancia un nuovo grido d’allarme. Questa pianta secolare, inserita nell’elenco nazionale degli alberi monumentali e considerata uno dei simboli del patrimonio arboreo della Liguria, sta mostrando segni sempre più evidenti di sofferenza.
Il Comune ha quindi deciso di correre ai ripari affidando a una ditta specializzata di Torino, che già in passato si era occupata della quercia, un approfondito studio sul suo stato di salute. L’intervento prevede l’analisi della stabilità, la valutazione del rischio arboreo e la definizione di un piano per arginare il deperimento e tentare una rivitalizzazione.
Il sindaco Alessandro Navone ha sottolineato l’importanza dell’albero per la comunità: «Non è solo una pianta, è un punto di riferimento affettivo e simbolico per i cittadini di Garlenda. In questo momento, ha bisogno di cure mirate e professionali».
Alta oltre 22 metri, la roverella ha superato guerre e intemperie in 300 anni di vita. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la vicina chiesetta di San Rocco fu trasformata in deposito di armi, e la quercia stessa divenne, suo malgrado, bersaglio per il tiro a segno dei soldati. Il tronco, riempito di piombo, sembrava destinato a morire. Eppure, è sopravvissuta, grazie alle cure a cui è stata sottoposta. Oggi, a distanza di decenni, la sua resilienza viene nuovamente messa alla prova.














