Michele Lorefice in arte "The Bad Guyde" e i suoi viaggi raccontando le città liguri con il suo particolare stile più "accattivante" e fuori dai classici schemi.
Il creator genovese ha infatti 100mila follower tra Instagram e Facebook, insomma un buon biglietto da visita per chi riceve le sue recensioni.
Ieri è stato a Savona e ha raccontato la città con le sue riprese immergendosi proprio tra la Darsena, la Torretta, il Brandale, il Priamar, la Cappella Sistina, la Pinacoteca e gustando a pranzo l'immancabile panissa.
‘The Bad Guyde’, negli ultimi anni ha raccontato Genova in un modo unico, valorizzandone le bellezze artistiche, le peculiarità gastronomiche e le diversità paesaggistiche. Con il suo impegno nel lavoro, invece, Michele Lorefice combatte lo stereotipo per eccellenza che spesso incasella chi lavora con i social network come ‘qualcuno che gioca con il cellulare’.
Michele ha fatto della sua passione per la sua città un vero e proprio lavoro, dividendosi con entusiasmo tra il ruolo di guida turistica e quello di influencer.
Con uno smartphone a disposizione, una meticolosa preparazione e tanta pazienza, Michele si è fatto ambasciatore delle straordinarietà di Genova e della Liguria. Un lavoro iniziato unendo la curiosità per il mondo dei social network alla grande voglia di raccontare la propria città: "Il mio lavoro di influencer - ha raccontato alla nostra redazione genovese La Voce di Genova - consiste nel promuovere Genova, la Liguria in tutte le sue sfaccettature, che sia appunto l'arte, la cultura, il cibo, qualsiasi cosa le riguardi a 360 gradi”.
Raccontando del proprio lavoro, Lorefice confessa di non trovarsi a proprio agio quando viene messa in dubbio la sua lunga preparazione: “Mi dà un po' fastidio che molti possano avere la percezione che stia giocando col telefono o che vada nei ristoranti a scroccare un piatto di pasta, in realtà non è affatto così, è un lavoro a tutti gli effetti”.
Un lavoro in cui si mescolano diverse competenze, che spaziano dallo storytelling, ossia come raccontare nel modo più efficace le ricchezze del territorio o le prelibatezze della gastronomia, la dimestichezza nelle riprese e il padroneggiare programmi di montaggio video senza sottovalutare l’importantissima parte della preparazione, fondamentale per non divulgare informazioni poco precise o, peggio ancora, non corrette.
“Il lavoro di studio molto importante - aveva raccontato Lorefice - anche perché la cosa fondamentale è non divulgare fesserie, quindi bisogna stare molto attenti a essere molto precisi su questo. Uno dei rischi di questo lavoro è che ci siano persone che si improvvisano in questo dicendo cose sbagliate, false”.
Per Michele, la chiave del successo risiede in una profonda conoscenza della materia e nella capacità di comunicarla efficacemente sui social media, elementi che rendono autorevole la persona che sta condividendo i contenuti: "Bisogna studiare tanto e capire quale sia la giusta comunicazione per i social network”.
Visitare la città e i suoi dintorni, l’entroterra ligure e tutti quei luoghi spesso meno noti, porta a scoprire innumerevoli tesori: “Questa non è una regione solo di mare, abbiamo delle località montane, se così si può dire, e una zona dell’entroterra che sono molto interessanti. Un esempio è Santo Stefano d’Aveto, o, per cambiare tema, la Fratelli Levaggi di Chiavari che produce sedie dal design famoso in tutto il mondo. A Genova e in Liguria in generale non le conosciamo tantissimo, invece magari in America spendono anche mille dollari per comprarsi una di queste sedie che vengono prodotte in un numero ridotto di esemplari con una lavorazione totalmente artigianale”.
Il suo sguardo è già proiettato verso nuovi orizzonti: "Il futuro? Io ho iniziato a tradurre i video in inglese perché mi piacerebbe raggiungere un mercato internazionale parlando di Genova e della Liguria ma agli stranieri”.
Ma in questi ultimi mesi Michele Lorefice è stato impegnato con il ‘Progetto Liguria’, nato grazie a InfluZena “A febbraio, insieme a un cameraman, abbiamo viaggiato per tutta la Liguria riprendendo, sempre con il cellulare, diverse località. Siamo partiti da Portovenere, siamo arrivati a Santo Stefano d'Aveto, siamo tornati a Genova, siamo andati a Savona. Abbiamo fatto questo esperimento perché ci interessava appunto far vedere la Liguria in tutti i suoi aspetti, anche quelli più piccoli, quelli meno conosciuti”.
Proprio le piccole realtà o le chicche che si possono scovare soltanto andando in giro a esplorare sono quegli elementi che piacciono ai social, come dimostra l’attività dello stesso Michele: “Tra i miei video, quello che ha raggiunto il maggior numero di visualizzazioni, settecentomila, è quello su Masone, un luogo che tutti a Genova conoscono ma nessuno, o quasi, sa quali sono le bellezze del posto e ce ne sono tantissime”.
Michele Lorefice non è solo un influencer, ma un appassionato professionista che si impegna per raccontare con autenticità i tesori della sua città, svelandoli anche ai genovesi stessi.
"Se hai un weekend libero e non sai cosa fare visitare Savona potrebbe essere un’ottima idea. Una città a misura d’uomo in cui vi sono diverse cose da visitare.
"Inizia la giornata facendo una passeggiata per la Vecchia Darsena. Qui troverai diversi ristorantini e la Torre Leon Pancaldo, una torre medioevale considerata il simbolo della città. Sempre in zona si trova anche la Torre del Brandale, risalente al dodicesimo secolo. Obbligatorio visitare il Priamar, una delle fortezze più più importanti della Liguria. Edificata nel Cinquecento dai genovesi, adesso è sede di diverse attività culturali. Per un pranzo veloce consiglio di prendere il panino con le fette di panissa, un grande classico dello street food savonese. Si trova abbastanza facilmente in città. Assolutamente da non perdere anche la Cattedrale di Nostra Signora Assunta, e l’adiacente Cappella Sistina, due ambienti molto suggestivi. La cosa che forse vi sorprenderà di più se siete amanti dei musei è la Pinacoteca Civica, un museo con una collezione di opere che dal Medioevo arriva fino al Novecento. Qui dentro troverai grandi artisti del calibro di Picasso, De Chirico e Fontana. Per dormire, se volete trattarvi bene, vi consiglio il mare hotel , un quattro stelle affacciato sul mare con un ristorante molto rinomato, A Spurcacciun-a. Insomma, un bel programmino" ha scritto nella didascalia social.





