"Savona, lunedì 5 maggio, ore 15:30 circa, foce del Letimbro. Due uomini in divisa regionale e una donna allontanano i pochi passanti presenti. Scendono nel greto del torrente. Tre colpi - probabilmente d’arma da fuoco - spezzano il silenzio. Risalgono, trascinando un pesante sacco nero, lo caricano su un furgone e spariscono. Così è stata giustiziata, nel cuore della città e in pieno giorno, la mamma cinghiale che da settimane frequentava pacificamente il prolungamento insieme ai suoi sei cuccioli nati a marzo. Una famigliola che non ha mai dato fastidio a nessuno, ben nota ai cittadini, rispettata e osservata con tenerezza. Dei cuccioli nessuna traccia. Se sono stati catturati, possiamo solo temere il peggio. Se sono fuggiti, la loro sopravvivenza è appesa a un filo".
Il racconto arriva dall’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e dal Partito Animalista Italiano (PAI), con un interrogativo, che dicono condiviso "da molti cittadini e animalisti che frequentano i giardini Dante Alighieri e che hanno udito gli spari". Ossia se ci sia "un collegamento tra quanto accaduto e il gruppo di cinghiali avvistato il giorno dopo a correre spaesati per via Caboto, via Venezia, piazza del Popolo e via Aglietto".
"Si mormora che potessero essere le femmine sopravvissute del branco, in cerca dei piccoli - dicono Osa e Pai -. E non è una supposizione irrealistica: la socialità matriarcale dei cinghiali è ben nota a chi li studia davvero, e ancor più a chi li ama e li ha soccorsi nel tempo, non certo a chi si limita a impugnare un’arma e preme il grilletto".
Le due realtà, nella loro nota, esprimono ferma opposizione "a questa logica ipocrita, crudele, utile solo a coprire l’incapacità gestionale delle istituzioni", denunciando con forza "un comportamento vergognoso e disumano da parte degli enti pubblici coinvolti, dalla Giunta Comunale alla Regione, che continuano a nascondere la loro inadeguatezza dietro i fucili, anziché adottare soluzioni etiche, scientifiche, non violente".
"E mentre si uccidono animali senzienti senza alcun piano, senza trasparenza, le rampe di accesso al Letimbro, che permettono ai cinghiali di risalire in città, restano aperte. Lo dimostrano le foto scattate ieri, in pieno giorno, alla foce" proseguono.
"Quanta arroganza e incompetenza dovremo ancora tollerare?" si domandano Pai ed Osa, temendo, "con buoni motivi per farlo, che quanto accaduto venga usato come pretesto per avviare un’ulteriore, indiscriminata mattanza di cinghiali non appena faranno capolino in città. Non si deve permetterlo".
La richiesta "a tutti i cittadini dotati di sensibilità e rispetto per la vita e coscienza civile" è quella "di alzare la voce: non è più tempo di silenzi. Oggi sono i cinghiali, domani?"
Intanto l'Osservatorio annuncia come siano quasi 3.500 le firme di cittadini che, sulla piattaforma change.org, chiedono al sindaco Russo di adottare metodi incruenti per tenere lontani i cinghiali dalla città.








