Il ricorso al Tar di Ecosavona contro il Comune di Vado Ligure è stato respinto. La società contestava un provvedimento dirigenziale del settembre del 2023 di rimozione delle opere non autorizzate nell’ampliamento della discarica di Boscaccio e chiedeva un risarcimento di 2,27 milioni di euro.
La Giunta però riteneva il ricorso inammissibile, irricevibile e infondato, ed aveva autorizzato il Sindaco a difendere il Comune al Tribunale Amministrativo Regionale ligure richiedendo l'assistenza dello studio legale Quaglia e Gaggero.
"In merito al ricorso ed alla richiesta da parte di Ecosavona, il Giudice, aderendo alle difese del Comune, ha statuito la natura abusiva dei tracciati viari, dei disboscamenti e dei riempimenti posti in essere da EcoSavona, qualificandoli come opere di trasformazione eccedenti quelle reversibili e temporanee di cantiere dal punto di vista edilizio e come comportanti una importante modificazione dello stato dei luoghi dal punto di vista paesaggistico, tale da essere soggette a nulla osta - spiegano dal Comune di Vado - Una decisione che sancisce il buon operato del Comune e degli uffici stessi".
"Il Tar ha anche sottolineato come la situazione in essere non sia il frutto di un contegno ingiustificatamente intransigente del Comune, come invece sostenuto nel ricorso, quanto semmai di un errore progettuale addebitabile esclusivamente ad Ecosavona. Dati tali presupposti, l'azione proposta per il risarcimento del danno è stata conseguentemente respinta, con condanna alle spese di Ecosavona".
"Il Comune di Vado Ligure ha ordinato, sotto comminatoria delle sanzioni di legge: di rimuovere, entro novanta giorni dalla data di notifica del presente provvedimento, senza pregiudizio delle sanzioni penali, gli interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica aventi ad oggetto la realizzazione sui mappali 177, 178 e 200 del foglio 40: di due tratti di strada sterrata i quali ricadono all’esterno del perimetro autorizzato di ampliamento della discarica e non coincidono con il tracciato della nuova viabilità autorizzata con il PAUR […]; - veniva spiegato nel provvedimento dirigenziale che era stato contestato da EcoSavona - dei correlati movimenti di terra non autorizzati […]; - della correlata e contestuale riduzione e taglio di superficie boscata […]; 2) di provvedere altresì al ripristino dello stato dei luoghi”, il tutto a parte del cantiere funzionale alla realizzazione della viabilità per l’ampliamento (fase 1) della discarica di RSU e rifiuti speciali non pericolosi come da Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale".
Successivamente a novembre del 2023 dopo il ricorso al Tar di Ecosavona, il commissario straordinario Maurizio Gatto aveva deciso di resistere in giudizio ed era stato affidato l'incarico ad un legale. Il 22 gennaio poi l'azienda aveva presentato al Tar i motivi aggiunti chiedendo di accertare la responsabilità del Comune e di condannarlo al risarcimento del danno nella misura complessiva di 2.274.769 euro.





