Si arricchiscono le attività sportive proposte dall'Unità Spinale del Santa Corona rivolte a persone con lesione midollare, sia ricoverate che ex ricoverate, presso la nostra.
A partire dai prossimi mesi, grazie alla disponibilità gratuita del maestro Giorgio Briozzo, istruttore di I livello della FITARCO, verranno avviati incontri mensili dedicati al tiro con l’arco, disciplina di grande valore sia dal punto di vista motorio che psicologico.
Originario e residente ad Alassio, Giorgio Briozzo è tesserato con la Compagnia Ilcinese Montalcino ASD. Vanta oltre dieci anni di esperienza come tecnico, oltre ad essere atleta agonista e Giudice di Gara Nazionale FITARCO. La sua competenza e passione saranno messe a disposizione dei nostri utenti, contribuendo a rendere l’attività arcieristica un’opportunità concreta di crescita, benessere e riabilitazione.
"Il tiro con l’arco, sport di precisione e concentrazione, rappresenta un’attività particolarmente indicata per le persone con lesione midollare- spiega il direttore dell'Unità Spinale Antonino Masosne - favorisce il controllo posturale, la coordinazione occhio-mano, la stabilità del tronco e rafforza l’autostima e il senso di autoefficacia. È inoltre una disciplina fortemente inclusiva e adattabile in cui ciascun atleta può trovare espressione e soddisfazione, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche".
Il Maestro Briozzo sarà talvolta affiancato da alcuni giovani arcieri agonisti da lui allenati, di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. Nonostante la giovane età, si tratta di atleti già esperti, il cui coinvolgimento rappresenterà non solo un valore aggiunto tecnico, ma anche un’importante occasione di scambio umano e motivazionale per i nostri pazienti.
Le modalità organizzative e i gruppi partecipanti saranno definiti di volta in volta, tenendo conto del numero di pazienti presenti e delle esigenze specifiche.
"Ringraziamo il signor Briozzo per la sua generosa disponibilità- afferma Massone - Siamo certi che questa iniziativa porterà benefici significativi, contribuendo a rendere l’attività sportiva uno strumento sempre più efficace di riabilitazione e reintegrazione".
L’attività arcieristica si inserisce all’interno di un progetto più ampio che, oltre all’offerta ludico-sportiva, prevede lo studio scientifico del gesto atletico, con l’obiettivo di migliorare in futuro le strategie riabilitative personalizzate.
"Questo progetto - dichiara Masosne - esplora la biomeccanica e l’attività muscolare coinvolte nel tiro con l’arco, con un’attenzione particolare sia agli individui senza disabilità sia alle persone con lesione del midollo spinale (SCI). Il tiro con l’arco è infatti riconosciuto come uno strumento riabilitativo altamente efficace per i pazienti con SCI, poiché stimola la muscolatura della parte superiore del corpo e favorisce la coordinazione motoria al di sopra del livello della lesione".
"L’obiettivo dello studio - spiega- è stato lo sviluppo e la validazione di un protocollo di analisi del movimento basato su un sistema video markerless, che integra dati cinematici ed elettromiografici per valutare l’esecuzione del gesto arcieristico sia in posizione eretta che seduta su sedia a rotelle. I partecipanti senza disabilità hanno eseguito prove in entrambe le condizioni, permettendo così confronti utili per analisi future su atleti con SCI".
Il progetto è frutto della collaborazione tra l’Unità Spinale dell’Ospedale Santa Corona e centri di ricerca di Udine e Torino, unendo l’expertise clinica con approcci bioingegneristici avanzati. "Questo sforzo interdisciplinare - conclude Massone - costituisce una solida base per lo sviluppo di strategie riabilitative sempre più efficaci, contribuendo alla crescita della scienza degli sport adattati.





