Riceviamo e pubblichiamo questa lettera arrivata alla nostra redazione:
"Non vivo a Savona ma a Treviso, ma se posso permettermi, vorrei fare alcune considerazioni in merito alla raccolta differenziata. La differenziata porta a porta è un grande salto in avanti di civiltà, soprattutto per quanto riguarda la difficile lotta alla diminuzione delle discariche, che diventano vere e proprie montagne di rifiuti. Discariche che nessuno vuole vicino a casa propria, ma che finiscono sempre “a casa degli altri”, soprattutto nei Paesi sottosviluppati, che — per soldi — accettano anche rifiuti tossici. Discariche che diventano meta felice di topi, gabbiani e moltitudini di animali che si nutrono di ciò che vi trovano in abbondanza".
"A Treviso e provincia siamo abituati da molti anni ormai a usare i bidoncini, che sono quattro: umido, vetro e alluminio, carta e secco, che raccoglie solo il materiale che non si può differenziare. Chi ha un giardino dispone anche di un ulteriore bidone per lo sfalcio dell’erba e i piccoli rami. Posso assicurare che, se si fa bene la differenziata, in un anno si possono fare al massimo quattro svuotamenti di indifferenziata. È solo questione di abitudine, come in tutte le cose".
"È una questione mentale. Io, ad oggi, dopo anni che seguo questo sistema, non potrei mai buttare nello stesso bidone scarti alimentari, bottiglie o lattine. Ai bambini si insegna già dalla scuola materna dove buttare i rifiuti, perché anche a scuola ci sono i contenitori adatti. Li troviamo per strada, negli ospedali, dappertutto: contenitori per i vari rifiuti che un passante può avere la necessità di gettare".
"Se tutti noi cittadini non impareremo, tra qualche anno saremo sommersi da discariche e rifiuti di ogni genere… e poi? Dove andremo a vivere? Dove potremo cercare un posto pulito e non contaminato, prima di ridurre anche quel posto a una discarica? Abbiamo ben presente cosa respiriamo quando i rifiuti vengono bruciati negli inceneritori? Tutto questo “ben di Dio” lo respiriamo, lo mangiamo e lo beviamo, perché i liquami finiscono nel sottosuolo, inquinando le falde acquifere. Ma davvero vogliamo questo per i nostri figli, per i nostri nipoti e per le generazioni future?".
"Premetto che non sono una fanatica, ma credo che ognuno, nel suo piccolo, possa fare la sua parte. Con la differenziata si produce altra carta, altra plastica, altro alluminio. Con l’umido si produce un ottimo compost, e lo stesso vale per lo sfalcio dell’erba. Tutto questo contribuisce a inquinare meno per produrre ciò che ci serve e a cui siamo abituati. Forse, semplicemente, è che noi italiani siamo troppo abituati a lamentarci per tutto, e non vediamo al di là del nostro naso e del nostro comfort, che mettiamo al primo posto su tutto… E magari, grazie ai social, siamo diventati tutti medici, scienziati e sapienti su ogni cosa".





