"Facciamo fatica a trovare personale ed è un fenomeno di cui dobbiamo farci carico. Non possiamo dire che i ragazzi non hanno voglia si lavorare o che gli italiani non vogliono piu fare certi lavori.
Ma bisogna capire come mai giovani o non giovani non vogliono venire a lavorare nelle nostre aziende".
Così il presidente della Confcommercio Savona Enrico Schiappapietra a margine della presentazione del lavoro di ricerca svolto nel 2024 dall’Osservatorio Turismo promosso dall’Ente Bilaterale del Turismo della provincia di Savona, ha fatto presente una criticità ben presente nel savonese come la difficoltà nel reperire lavoratori soprattutto giovani in un settore trainante nella provincia come il turismo. Dagli stabilimenti balneari con la carenza di assistenti bagnanti passando per i ristoranti e gli alberghi.
"Il periodo stagionale è troppo corto ma dobbiamo essere appetibili nella qualità dell'offerta, nella formazione, nella motivazione e remunerare bene il lavoro. C'è chi deve mantenere la famiglia, crescere e costruirsi un percorso" ha proseguito Schiappapietra.
Estrapolando i sondaggi dell'Ente Bilaterale emerge infatti che il 50% degli addetti al lavori ha difficoltà a reperire personale stagionale e che per il 61% molti non sono disponibili a lavorare nei giorni festivi e a lavorare nel settore, per il 59% emergono difficoltà nel trovare lavoratori con esperienza e competenza, per il 37% i ritmi di lavoro nella stagione estiva sono ritenuti troppo pesanti e stressanti. Il 25% non vogliono più fare certi lavori nel turismo, il 18& la stagionalità del contratto è ritenuta di breve durata, il 16% ha trovato disponibili solo lavoratori stranieri, l'8% gli stipendi sono troppo bassi e il 6% i lavoratori non hanno possibilità di fare carriera.
La maggior parte delle aziende poi per il 65% non ha fatto svolgere corsi di formazione obbligatoria al personale, con gli stessi imprenditori che al 56% non hanno fatto corsi non obbligatori.
Per quanto riguarda l'indagine sui lavoratori delle imprese turistiche emerge il dato che solo il 20% degli occupati ha fra i 20 e i 30 anni, il 5% meno di 20. I contratti sono per il 35% a tempo determinato, 32% a tempo determinato stagionale e 20% a tempo indeterminato.
Per l'area di lavoro per il 51% sono impiegati da Varazze a Vado, esclusa Savona che si attesta sul 13%. La frequenza dei corsi non obbligatori per i lavoratori si è attestata sul no al 65%. La tematica per il quale si ha più bisogno di formazione sono le lingue straniere (47%).
Il 41% ha necessità di cambiare lavoro rispetto al settore turistico, per il 48% per un migliore bilanciamento vita-lavoro e più sicurezza economica, 39% più sicurezza occupazionale, 37% diminuire lo stress, 35% più prospettive professionali e più considerazione sociale al 13%.
Nel frattempo nei giorni scorsi è stato siglato il contratto integrativo per il lavoratori di aziende e pubblici esercizi del turismo e ristorazione tra Confcommercio, Fipe, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UiIltucs Liguria.
L'accordo riguarda i lavoratori di bar, ristoranti, stabilimenti balneari, locali notturni, sale biliardo e sale giochi, laboratori di pasticceria, rifugi alpini e altre attività del turismo e della ristorazione in generale. Tra i nuovi strumenti un bonus che va da 180 a 1.000 euro legato al miglioramento del fatturato dell'azienda.
Una parte riguarda poi il welfare. Per genitori viene prevista la possibilità di Spazio anche al welfare aziendale, con la possibilità di chiedere di passare al part-time fino, per chi ha bambini fino ai tre anni di età e vengono inseriti buoni spesa, buoni cultura, carburante, aiuti per la famiglia e altre forme di sostegno, esentasse nei limiti previsti.
Con una sorta di "banca ore" il lavoratore potrà mettere da parte le ore di straordinario e utilizzarle poi come giorni di riposo retribuiti. Questo permetterà di prolungare il periodo di occupazione ai fini della Naspi o di altre misure.





