Sospendere l’iter amministrativo e tecnico relativo alla variante urbanistica al Puc per la riqualificazione della Serra per avviare prima “un confronto con la cittadinanza per individuare la migliore destinazione per la rigenerazione dell’area, al fine di garantire un beneficio collettivo” circa l'operazione.
E' questa la richiesta del gruppo di minoranza “Noi per Spotorno che vorrei” che ha depositato in Comune e inviato alla Regione un documento di 14 pagine contenente memorie e osservazioni su un progetto ritenuto sì necessario per un'area in attesa di un restyling da anni, ma al tempo stesso con “impatti duraturi sull’utilizzo e sulla fruizione del territorio da parte della comunità spotornese”.
Nel mirino del gruppo in particolare i contenuti della variante che, secondo quanto espresso nel documento, oltre a prevedere “doverosi interventi di messa in sicurezza del rio Siaggia e della stazione di pompaggio delle acque nel sottopasso di via Serra”, comporterebbe anche la trasformazione della struttura ricettiva esistente in alloggi residenziali, la costruzione di sei palazzine su suolo pubblico e modifiche sostanziali alle proprietà dell’Opera Pia Siccardi, come l’inserimento di un piano commerciale e autorimesse coperte.
Le contestazioni riguardano sostanzialmente il fatto che “la pratica urbanistica è stata portata in aula senza alcun confronto preventivo con la cittadinanza e le minoranze” e che le trasformazioni previste sarebbero per lo più frutto di “un chiaro prevalere dell’interesse privato su quello pubblico” che invece, “come affermano i Tar di Liguria e Veneto in casi simili, dev'essere concreto e non marginale”.
In tal senso, riprendendo le osservazioni già avanzate sia in Consiglio Comunale, dove i due si erano astenuti, le obiezioni partono dalla trasformazione della struttura RTA in 26 alloggi residenziali di pregio, con relativi posti auto e piscina privata. Questa comporterebbe una “ulteriore perdita di posti letto alberghieri e di occupazione locale” con il pericolo “di innescare un processo imitativo da parte di altre strutture ricettive, contribuendo alla desertificazione dell’ospitalità alberghiera, già oggi carente in un territorio a vocazione esclusivamente turistica”.
Contestata anche la motivazione addotta dalla proprietà dell’immobile, la quale “giustifica la richiesta con la mancata realizzazione del porto turistico, citando un articolo promozionale dell’Amministrazione e sostenendo che la chiusura definitiva della struttura aggraverebbe lo stato di abbandono dell’area”. Su questo esprimono perplessità i consiglieri: “A nostro avviso, lo scopo della richiesta di rigenerazione, al di là degli interventi necessari sul rio Siaggia e sulla stazione di pompaggio, è probabilmente quello di consentire alla società sportiva di ottenere la gestione del campo Siccardi per le proprie attività”. Prevalenza dell'interesse privato avvalorata, secondo il gruppo, “considerando anche che l’ampliamento di via dei Pini sembra legato al nuovo insediamento di un’area camper e bungalow”.
Altro punto critico riguarda il futuro del campo sportivo Siccardi, oggi in disuso. Oltre alla necessità emersa, secondo i consiglieri, di “espandersi su terreni confinanti” per l'adeguamento previsto, sarebbe possibile ottenere i risultati di “riqualificazione tecnologica, energetica, statica e funzionale sugli edifici esistenti” procedendo con lo strumento del project financing per riqualificare l'impianto sportivo, “anche con la realizzazione di autorimesse su più livelli e l’innalzamento dell’impianto, senza intaccare aree verdi né coinvolgere proprietà private”.
Cosa che invece accadrebbe, ricordano Spiga e Remiddi, con la realizzazione di sei palazzine residenziali “su un’area collinare comunale destinata a parco botanico” in un versante collinare a rischio idraulico e franoso, nei pressi dell’ultima pineta marittima rimasta nella zona, “di sicura valenza paesaggistica e faunistica”. Un’area, sottolineano i consiglieri, indicata in passato come sede di un parco botanico, che verrebbe invece “cementificata per realizzare seconde case, destinate a un utilizzo stagionale e prive di un reale ritorno per il tessuto economico locale”.
Sulla modifica delle delle proprietà dell’Opera Pia Siccardi si concentrano le ulteriori preoccupazioni del gruppo di minoranza, che giudica la variante “penalizzante per l’ente” sia sul piano economico sia su quello gestionale. In particolare, viene criticata l’introduzione, nelle cosiddette aree Beccaria, della possibilità di costruire autorimesse coperte su due o più livelli e un piano commerciale. Secondo i firmatari del documento, questa soluzione “toglierà utilità ai proventi attualmente garantiti dalla gestione dell’area, arrecando un danno diretto e quantificabile all’ente, che oggi trae da quella zona liquidità utile al proprio sostentamento”.
Il timore espresso è che la nuova destinazione commerciale, “per la posizione favorevole”, apra le porte all’insediamento di un supermercato o di un centro commerciale, “a scapito delle piccole e medie attività, spesso a conduzione familiare, presenti non solo a Spotorno ma anche nei comuni limitrofi”.
Altrettanto critica la valutazione sul destino di Villa Zanardi, anch’essa di proprietà dell’Opera Pia Siccardi. Il documento sottolinea come “la previsione di una RTA con piccolo ampliamento sulla Villa limiti fortemente la possibilità per l’ente di disporre dell’immobile, vendendolo o destinandolo ad altri scopi”. Una contraddizione, secondo Spiga e Remiddi, anche “alla luce del fatto che si chiude una struttura ricettiva esistente e operativa per autorizzarne una nuova, sempre in RTA, su un immobile diverso”.
Nelle osservazioni depositate si richiama inoltre la legge regionale 23 del 2018 che, pur permettendo interventi puntuali su edifici esistenti – anche con soluzioni innovative e di efficientamento – “non si addice alla riqualificazione dell’immobile di via Serra qualora comporti un cambio di destinazione d’uso in residenziale”. E si precisa che la legge regionale del 2024 consente il cambio di destinazione d’uso delle RTA, “ma non obbliga all’adozione dello strumento urbanistico proposto”.





