Sanità - 17 giugno 2025, 11:21

Gemelle siamesi separate al Gaslini: intervento record

Un’operazione durata oltre dodici ore ha permesso la separazione di due bambine congiunte dal torace all’addome.

All’Istituto Giannina Gaslini di Genova è stato eseguito con successo un intervento chirurgico straordinario: la separazione di due gemelle siamesi, nate lo scorso dicembre in Burkina Faso e unite nella regione toracica e addominale. Le bambine, che condividevano il fegato e parte del pericardio, sono state sottoposte il 6 giugno a un’operazione durata oltre dodici ore, alla quale hanno partecipato più di cinquanta tra medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari.

L’intervento, reso possibile grazie a una rete internazionale di solidarietà che ha coinvolto la Regione Liguria, l’associazione Una Voce per Padre Pio e i Patrons of the World’s Children Hospitals, si è svolto dopo un lungo e meticoloso lavoro preparatorio. Fondamentale è stato il ruolo della diagnostica radiologica del Gaslini, che ha consentito di definire con precisione l’anatomia condivisa delle bambine grazie a TAC, risonanze magnetiche, ecografie e angiografie.

Secondo il direttore sanitario del Gaslini, Raffaele Spiazzi, "l’operazione è stata preceduta da uno studio multidisciplinare, simulazioni cliniche e una complessa pianificazione logistica. Questo intervento è un esempio concreto di come la qualità delle reti di collaborazione e delle professionalità del nostro Istituto possa fare la differenza".

La separazione ha riguardato torace, cavità pericardica, addome e fegato. Dopo un primo momento in cui le gemelle sono state stabilizzate in terapia intensiva, l’équipe chirurgica – composta da esperti in chirurgia toracica, cardiaca, epatica, pediatrica e plastica – ha provveduto alla separazione e alla successiva ricostruzione delle pareti corporee. Tra i protagonisti dell’intervento figurano Michele Torre, Guido Michielon e Francesco Santoro, per la parte cardiochirurgica, e Girolamo Mattioli per la direzione generale delle attività chirurgiche.

Andrea Moscatelli, responsabile del Dipartimento di Anestesia e Terapia Intensiva, ha evidenziato le complessità anestesiologiche: controllo delle vie aeree, gestione cardiopolmonare e monitoraggio differenziato dei due organismi connessi. Le gemelline, ora clinicamente stabili, continuano il loro percorso in Terapia Intensiva, sotto costante osservazione.

Il successo dell’intervento è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione con professionisti esterni: Enzo Andorno dell’Ospedale San Martino per la separazione del fegato, Daniele Alberti degli Spedali Civili di Brescia e Giuseppe Perniciaro dell’Ospedale Villa Scassi per la ricostruzione plastica.

Un ruolo decisivo ha avuto anche la neurochirurgia: l’equipe guidata da Gianluca Piatelli aveva precedentemente trattato una grave forma di idrocefalo su una delle due gemelle, rendendo possibile la successiva separazione.

Il direttore generale Renato Botti ha voluto infine sottolineare l’aspetto umano dell’impresa: "Non solo straordinaria competenza tecnica, ma anche una dedizione fuori dal comune. Questo è il Gaslini: un luogo in cui l’eccellenza clinica si nutre di straordinaria umanità".

Alla riuscita dell’intervento ha contribuito anche il personale del Centro Ospedaliero Universitario Tengandogo di Ouagadougou, che ha inviato tre professionisti a Genova per assistere e collaborare.

Giuseppe Spiga, dell’UOC Governo Clinico del Gaslini, ha ricordato il sostegno determinante offerto da "Una Voce per Padre Pio" e dai "Patrons of the World’s Children Hospitals", mentre Enzo Palumbo e Fabrizio Arengi Bentivoglio, presidenti rispettivamente delle due organizzazioni, hanno espresso profonda gratitudine e orgoglio per aver contribuito a un’impresa che unisce scienza, fede e solidarietà internazionale.

Redazione

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