È un grido d’allarme senza mezzi termini quello lanciato dai sindacati dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Savona, che con una nota congiunta hanno chiesto un incontro urgente con le istituzioni per discutere “della grave carenza di organico ed altre ulteriori criticità correlate che stanno interessando il Comando Vigili del Fuoco di Savona”.
Una situazione definita “grave ed ormai cronica”, che compromette l’organizzazione quotidiana del servizio di soccorso con difficoltà “nel mantenere aperte le sedi di servizio e operativo il dispositivo di soccorso”, e che mette a rischio la sicurezza sia degli operatori sia della cittadinanza. “Spesso con estenuanti turni di lavoro in orario straordinario”, spiegano i rappresentanti sindacali, i vigili si trovano così costretti a supplire alle carenze strutturali, rinunciando “al necessario riposo psicofisico” e vedendosi “limitata la fruizione dei congedi ordinari”.
Secondo i dati forniti dalle organizzazioni sindacali nella lettera inviata al Prefetto e anche a tutti i sindaci del Savonese, oltre alle direzioni locale e regionale del corpo e alle massime istituzioni provinciali e regionali, al mese di giugno si contano 33 vigili del fuoco in meno rispetto all’organico previsto, pari a una carenza del 15%. Ancora più critica la situazione per i Capi Squadra e i Capi Reparto, con 39 unità mancanti, ovvero il 35% in meno. Anche il ruolo degli Ispettori Antincendio e Nautici è sotto organico del 29%, con due unità mancanti.
“Carenza di organico che si andrà ad aggravare a partire dal 20 giugno”, prosegue il comunicato, “a causa della mobilità nazionale del personale nel ruolo dei Vigili del Fuoco, con la fuoriuscita dal Comando di ulteriori 12 unità, senza avvicendamento, oltre al collocamento in pensione di 10 unità entro fine anno senza certezza di un adeguato turnover”.
La prima misura che il Comando sarà costretto a mettere in atto, si legge nel documento, sarà “la sospensione a tempo indeterminato della seconda partenza della sede Centrale di Savona, dove opererà solo una squadra di soccorso di cinque unità e un rincalzo di due unità per la movimentazione di mezzi speciali”. Un esiguo contingente dovrà coprire, oltre alla città di Savona, anche i territori di competenza dei distaccamenti di Cairo Montenotte, Varazze e Finale Ligure.
Proprio nel Medio Ponente rischiano di evidenziarsi così le maggiori complessità e carenze rispetto al servizio richiesto. “Fino al 30 giugno, ricorrendo ai residui fondi per il servizio in orario straordinario, si potrà garantire l'apertura del Distaccamento”, scrivono le segreterie sindacali savonesi. Ma dopo quella data, “se non arriveranno nuove unità operative o non verranno stanziati fondi a copertura degli straordinari”, la sede finalese, già carente di 5 unità, “dovrà essere chiusa per per un tempo al momento non calcolabile”, spostando le richieste d'intervento alla Sede Centrale o ad Albenga. Un incastro che solleverebbe il dilemma della proverbiale “coperta di Linus”. Il distaccamento Finalese, nel cuore dell'Outdoor Region, conta ogni anno più di mille interventi di soccorso tra i quali molti legati alle attività sportive. Un'eventuale chiusura di tale sede “andrebbe a creare disservizi e ritardi nella risposta alle richieste di soccorso” in un territorio che comprende 15 comuni e circa 50.000 abitanti, “con picchi di presenze turistiche nei mesi estivi” e quindi un incremento collegato di domande.
Non certo migliore, sottolineano i sindacati, la situazione ad Albenga, dove, con appena sette operatori per turno, il distaccamento copre 23 comuni e oltre 60.000 residenti. “La richiesta di riqualificazione a categoria superiore del Distaccamento è rimasta inascoltata - lamentano i sindacati - al pari della richiesta di realizzare una nuova sede efficiente e al passo con le esigenze attuali del soccorso”.
Il documento sindacale non risparmia critiche nemmeno sulla gestione della sede aeroportuale di Villanova d’Albenga, dove “la recente riduzione di 12 unità” legata al declassamento dello scalo, voluto “d’intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Interno”, aggrava ulteriormente la situazione e va “in direzione contraria alle necessità delle nuove infrastrutture aeroportuali per lo sviluppo e valorizzazione del Ponente Ligure”.
Gravi criticità si riscontrano anche per la sede nautica del porto di Savona, che “resta aperta a giorni alterni a causa della carenza cronica di personale specialista”, una scelta definita “non compatibile con il traffico commerciale del porto di Savona e degli scali commerciali di Vado Ligure” e con le attività turistiche legate a Costa Crociere.
A completare il quadro del dispositivo di soccorso provinciale, le difficoltà operative riguardano anche i distaccamenti di Cairo Montenotte e Varazze, entrambi con 5 unità in servizio ogni turno. Due aree decisamente vaste, che comprendono entroterra fino al Piemonte, una consistente fascia costiera e includendo il comprensorio del Beigua, frequentemente interessato da “interventi di ricerca a persona per fungaioli dispersi o soccorsi a persona per malori o incidenti”.
A peggiorare il quadro, le difficoltà infrastrutturali del territorio savonese: “Infrastrutture di collegamento inadeguate, quali la via Aurelia dove procedono a singhiozzo da anni i lavori di raddoppio, e le tratte autostradali di collegamento al Piemonte ed alle Provincie di Genova ed Imperia, funestate dai lavori di manutenzione straordinaria”. Le conseguenze, denunciano i sindacati, sono “ingorghi al traffico e ritardi di percorrenza per i mezzi VVF impegnati in attività di soccorso”.
Infine, viene ricordato che “il territorio provinciale conta la superficie boscata più estesa d’Italia”, con ricorrenti incendi e fenomeni franosi che richiedono l’intervento delle squadre ordinarie e specialistiche, specialmente durante gli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.
A fronte di questa drammatica fotografia, le organizzazioni sindacali (CONAPO, FNS CISL VVF, UILPA VVF, CONFSAL, USB, FEDERDISTA CISNAL) e il personale del Comando Provinciale di Savona chiedono un incontro urgente con le istituzioni “e contestualmente, per quanto di competenza, di adottare tutte le iniziative necessarie affinché si possano risolvere le criticità evidenziate”.





