Politica - 19 giugno 2025, 19:52

Ex scuola di Muragne a Ceriale, Nervo: “Demolizione senza progetto, pronto a un esposto se si prosegue”

"Invitiamo l’amministrazione a fermarsi e a tornare sui propri passi. Serve una progettualità seria, che valorizzi il patrimonio pubblico e porti benefici reali alla comunità"

Ex scuola di Muragne a Ceriale, Nervo: “Demolizione senza progetto, pronto a un esposto se si prosegue”

L’ex scuola di Muragne torna al centro della discussione politica a Ceriale. A sollevare il caso è il consigliere comunale di minoranza Piercarlo Nervo, che critica duramente la scelta dell’amministrazione di procedere alla demolizione dell’edificio, oggi in disuso. Ma avverte: “Se si procederà, faremo un esposto alla Corte dei Conti”. 

"Demolire per il semplice piacere di demolire – afferma Nervo – è una scelta grave che potrebbe configurare un danno erariale. Parliamo di un immobile pubblico che potrebbe essere valorizzato, non abbattuto nel silenzio più totale".

“L’edificio, dismesso da anni, era stato inserito all’inizio del mandato nel piano delle alienazioni e valorizzazioni comunali – prosegue -. Secondo uno studio dell’ufficio tecnico, il Comune avrebbe potuto incassare dalla vendita circa 1.185.000 euro”.

"Una cifra rilevante – sottolinea il consigliere – che avrebbe potuto essere reinvestita in opere pubbliche, magari proprio in ambito scolastico. Invece, dopo circa un anno, la scuola è stata stralciata dal piano e sono stati stanziati 120.000 euro per la sua demolizione".

Nervo riferisce di aver chiesto in consiglio comunale quale fosse il progetto dell’amministrazione a seguito della demolizione, ricevendo una risposta vaga: "Il sindaco ha detto che ci stavano lavorando, ma a distanza di mesi non c'è nulla, se non una determina tecnica e l'incarico a un responsabile della sicurezza per la demolizione. È evidente che non esiste un progetto vero, ma solo la volontà di abbattere l’edificio".

Il consigliere riconosce che un immobile in abbandono richiede manutenzione e può rappresentare un problema, ma invita a un approccio più responsabile. "Quell’edificio ha un valore, non solo affettivo ma anche economico. Potrebbe essere ristrutturato per un uso pubblico o venduto per finanziare progetti utili allo sviluppo del paese", afferma.

La critica poi si fa più dura: "Questa amministrazione, priva di idee, agisce senza alcuna progettualità. Una decisione del genere potrebbe causare un danno economico al Comune, e quindi ai cittadini. È per questo che, come già chiarito nel consiglio comunale del 29 aprile 2025, se si procederà con l’abbattimento presenteremo un esposto alla Corte dei Conti".

Infine, l’appello: "Invitiamo l’amministrazione a fermarsi e a tornare sui propri passi. Serve una progettualità seria, che valorizzi il patrimonio pubblico e porti benefici reali alla comunità".

Redazione

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