Politica - 20 giugno 2025, 15:00

Spostamento a monte della ferrovia, il Consiglio comunale di Pietra unanime: "Rivedere il progetto, pronti a rinunciare alla stazione"

Approvata la mozione che invita a rivedere, per quanto riguarda il territorio cittadino, il progetto attualmente previsto per la linea ferroviaria nel tratto Finale-Andora

L'attuale stazione FS a Pietra Ligure

L'attuale stazione FS a Pietra Ligure

Così com'è stato proposto non basta e non sarebbe conveniente alle esigenze di Pietra Ligure per tutte le criticità che comporta”. Con queste parole il consigliere di minoranza Mario Carrara sintetizza una posizione condivisa da tutto il Consiglio comunale pietrese: quella di rivedere, per quanto riguarda il territorio cittadino, il progetto attuale di spostamento a monte della linea ferroviaria nel tratto Finale-Andora.

Il parlamentino di Palazzo Golli ha approvato all’unanimità una mozione (presentata dai consiglieri d'opposizione della Lista Indipendente per Pietra, oltre allo stesso Carrara anche Daniele Negro, Gianni Orsero e Ajet Talka) che verrà ora trasmessa a Regione Liguria, Ferrovie dello Stato e Soprintendenza. Il testo, condiviso anche dalla maggioranza, solleva gravi perplessità sulla funzionalità, l'impatto ambientale e il danno potenziale al patrimonio storico che la nuova stazione – pensata come sopraelevata e decentrata – comporterebbe per Pietra Ligure.

Carrara critica duramente l’impostazione del progetto: “Partiamo da un dato di fatto evidente: le poche stazioni rimaste della parte di linea FS del Ponente, già spostate a monte, sono sopraelevate e talmente fuori dal contesto urbano da sembrare ‘cattedrali nel deserto’”. Cita i casi di Andora e Taggia-Arma, dove la distanza dai centri abitati ha creato infrastrutture disfunzionali e scollegate dalla vita quotidiana dei cittadini.

La nuova stazione pietrese seguirebbe lo stesso destino, diventando – secondo Carrara – una struttura quasi simbolica, priva di una reale utilità per pendolari, studenti e turisti: “Le uniche stazioni complete dove fermerebbero tutti i treni sarebbero Finale Ligure e Albenga. Le altre sarebbero solo ‘fermate’ per pochissimi treni locali”.

Non solo inefficienza, ma anche preoccupazioni ambientali: “L’opera occuperebbe tutta l’area agricola tra le strade verso Valmaremola e Giustenice, l’unico spazio verde rimasto. Si creerebbe un’altra ‘cattedrale nel deserto’, lontana dal centro urbano e dall’ospedale Santa Corona, con viabilità tutta da inventare”.

Un ulteriore allarme riguarda il patrimonio archeologico: l’area in questione potrebbe celare le rovine della leggendaria Pollupice romana. “È molto probabile che nel sottosuolo vi siano vestigia consistenti dell’epoca romana, come già accaduto durante i lavori per il metanodotto, quando furono rinvenute numerose tombe”, ricorda Carrara.

Per evitare tutto ciò, la proposta alternativa avanzata e condivisa è quella di spostare ulteriormente a monte il tracciato, lungo un percorso parallelo all’autostrada, con gallerie e un viadotto, senza realizzare alcuna stazione a Pietra Ligure. Una rinuncia che, secondo il Consiglio comunale, sarebbe più sensata rispetto alla costruzione di una struttura costosa, impattante e scarsamente utile.

La smania campanilistica di mettere una ‘bandierina’ con la scritta ‘stazione’ non basta a giustificare un’opera del genere”, conclude il consigliere Carrara

Redazione

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