Riceviamo e pubblichiamo questo pensiero dalla lettrice Roberta Grossi.
"Varigotti rappresenta per me il prolungamento poetico di Finale. L'approdo di mia madre, laddove le circostanze della vita qui la portarono dalla sua terra nativa marchigiana, nei primi anni Sessanta, ad innamorarsi del suo Borgo Saraceno; e di mio padre...
Dispiace passare dal tripudio variopinto di oleandri e buganvillee ad ornamento delle vicine cittadine di Spotorno e Noli, al lungomare asettico di Varigotti, col suo restauro sospeso, doppio, come un Giano Bifronte.
Amo il temperamento ligure delle genti di questo borgo, che ancora oggi esprime i tratti di una Natura che fu ostile impervia, difficile da disciplinare, che ha plasmato un carattere avvezzo alla fatica e laborioso, così come le continue invasioni del passato, li ha resi taciturni, diffidenti, laddove ogni costruzione doveva essere un presidio difensivo.
L'eco di un turismo elegante, dal passato glorioso e dignitoso, ancora aleggia nei tanti angoli pieni di fascino secolare, refrattari alle mode, come lo sono i vicoli angusti con gli archivolti a fare da cornice ad un' immagine sognante che sfocia con immensa bellezza in uno spicchio di mare.
Il mio pensiero, discutibile, anacronistico, ma sentito, è che si interrompa la tendenza alla fredda omologazione, che si possano invece preservare le caratteristiche del territorio, tratti unici e meravigliosi, che lo distinguono dalle altre località turistiche. Varigotti non è uno dei tanti villaggi turistici, che si confondono nei reclam delle agenzie di viaggi; tutti uguali, seriali nell' estetica e nei comfort. Varigotti possiede un' aura peculiare, unica; un territorio avaro di spazio ricavato a fatica dal frastagliato e roccioso profilo della costa, come lo è il miracolo della litoranea nei pressi di Capo Noli e i terreni a fatica disciplinati lottando contro una verticalità ardita. Ma è un territorio benedetto da un clima gentile e di rara bellezza profusa dal Creato senza economia.
Le belle case saracene paiono tutte raccolte e solidali come in presenza di un pericolo imminente, minacciate e assediate dalla nuova edilizia super tecnologica, ma sterile in sentimento, grazia e poesia.
Ci siamo inchinati alla logica del profitto; si sta perdendo il privilegio della quiete di colline verdi e del silenzio marino, ma si è conquistato il benessere, tutto a discapito di quella cosa della quale ci stiamo dimenticando, che era l'armonia, il gusto del bello, la comunione dell'uomo con la Natura.
Il mio pensiero non fa testo, espresso da un' inguaribile innamorata dell' aspetto antico del mio territorio, lontana dal comprendere i meccanismi del consumismo che, nel bene e nel male, regolano le nostre esistenze, ma spero che non tutto sia perduto.
Ci sono ancora i gozzi, silenti nella confusione incomprensiva dei turisti, a fare da testimoni dei valori del passato e mi pare di vederlo il pescatore Tommaso Cerisola ad osservare tra mugugni composti e sommessi le discutibili innovazioni della sua terra nativa
Roberta Grossi."





