La carenza di personale all'interno dell'organico provinciale dei Vigili del fuoco è tornata a mettere a rischio, secondo l'allarme lanciato nei giorni scorsi dalle segreterie provinciali dei sindacati di categoria, il prosieguo dell'operatività del distaccamento di Finale Ligure.
Dopo l'interesse dei rappresentanti di Avs, il consigliere regionale Casella e la consigliera comunale finalese, nonché portavoce regionale dei Verdi Simonetti, è il sindaco di Calice Ligure, Alessandro Comi, ad esternare una certa preoccupazione per come potrebbe evolversi la situazione, addirittura già dal prossimo mese di luglio, con un appello pubblico a chiedere un incontro urgente ai colleghi del comprensorio per difendere con forza la presenza del presidio finalese.
“Ho letto con grande sconcerto la notizia - dice Comi -. Ho avuto la fortuna di conoscere alcuni vigili del fuoco che anni fa si batterono anima e corpo per vedere realizzata la presenza di un loro distaccamento nel territorio finalese. Avevano a cuore i nostri territori ed il servizio che ieri loro ed oggi altri loro colleghi con impegno e professionalità portano avanti. Con grande lungimiranza seppero prevedere l’importanza di un presidio in una zona che nel tempo ha visto crescere in modo esponenziale il numero di turisti presenti ormai continuativamente nel corso dell’anno”.
Come detto, a destare preoccupazione sono i dati diffusi nei giorni scorsi dai rappresentanti sindacali del corpo, contenuti in una lettera indirizzata al Prefetto di Savona e alle istituzioni del territorio. Secondo quanto riportato, al mese di giugno si registrano carenze in più componenti dell'organico. Un quadro che, come sottolineano i sindacati, è destinato a peggiorare già a partire dai prossimi giorni per effetto della mobilità nazionale che vedrà uscire una decina di unità operative senza avvicendamento. Oltre ad altrettanti pensionamenti, con la concreta incertezza su un turnover adeguato.
Una situazione destinata a ripercuotersi in maniera maggiormente negativa proprio sul Finalese. Fino al 30 giugno, l’apertura del distaccamento di Finale Ligure sarà garantita solo grazie ai fondi residui per il lavoro straordinario. Ma già dal primo luglio, “se non arriveranno nuove unità operative o non verranno stanziati fondi a copertura degli straordinari”, la sede rischia la chiusura, scrivono le segreterie sindacali. Una sede che serve 15 comuni, circa 50.000 abitanti e registra ogni anno oltre mille interventi, molti dei quali legati alla crescente attività outdoor che caratterizza la zona.
“Mi chiedo se davvero qualcuno possa pensare, vista anche l’intensa attività sportiva outdoor che interessa i nostri comuni, che gli interventi di soccorso possano partire da Albenga o da Savona, soprattutto considerando le condizioni delle nostre strade ed il traffico ormai quasi sempre costante e rallentato”, ha incalzato Comi. Tornando quindi “a ribadire con forza, che non esiste promozione territoriale e turistica senza un analogo mantenimento se non addirittura una crescita dei servizi e dei presidi offerti dagli stessi territori”.
Per questo motivo, il sindaco di Calice ha rivolto un invito formale a tutti i colleghi del comprensorio a incontrarsi “nei primi giorni della prossima settimana, per ribadire con forza una posizione comune in merito a questa problematica e sollecitare ad ogni piano della politica regionale e nazionale l’importanza del mantenimento del presidio in oggetto”.
Il rischio, secondo Comi, è che la proverbiale “coperta troppo corta” finisca per lasciare scoperto un intero territorio. “Vediamo costantemente diminuire le risorse per servizi e manutenzioni essenziali, ma sentiamo parlare di grandi opere. Occorre necessariamente invertire questo poco sensato ragionamento al contrario”.





