"Venerdì 20 giugno, anche a Genova, come in tutta Italia, le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici sono scesi in sciopero. Dopo un anno di trattativa e 40 ore di sciopero già fatte, Federmeccanica continua a offrire solo briciole. In cambio di richieste sacrosante – aumenti salariali per far fronte al caro vita – la risposta è stata zero".
Ad affermarlo è Alleanza Verdi e Sinistra Savona che aggiunge: "A Bologna, chi ha bloccato pacificamente la tangenziale per farsi sentire è stato minacciato di denuncia penale dalla Questura. È l’effetto diretto del decreto sicurezza, già convertito in legge dal governo Meloni: una stretta securitaria che non dà risposte ai lavoratori, ma li reprime, trattando gli scioperi come problemi di ordine pubblico. Una scelta gravissima, che colpisce la libertà di protesta e colpevolizza chi cerca soltanto di difendere la propria dignità".
"La Lega, nel frattempo, organizza banchetti di propaganda a sostegno di queste norme per attaccare i lavoratori, dimenticando di aver sostenuto e perfino esaltato numerosi blocchi stradali in passato: per difendere gli allevatori contro le quote latte, arrivarono perfino a portare le mucche in strada. Senza dimenticare i blocchi stradali dei no vax durante la pandemia. È evidente: questa legge non ha nulla a che fare con l’ordine pubblico. È un provvedimento pensato per schiacciare i lavoratori, per zittire il dissenso sociale, per delegittimare la solidarietà e la lotta collettiva".
"Noi siamo parte di chi lavora. Il diritto di sciopero è un pilastro della nostra democrazia e non si tocca. Per risolvere le tante vertenze industriali del Paese, come del nostro territorio, non servono manganelli, ma investimenti e politiche industriali lungimiranti", concludono da Alleanza Verdi e Sinistra Savona.





