È un duro atto d’accusa quello lanciato dal consigliere di minoranza Mario Carrara contro l’Amministrazione comunale guidata da Luigi De Vincenzi. Al centro delle critiche, l’aumento vertiginoso dei costi di depurazione nelle bollette dell’acqua e il mancato appoggio alla diffida legale presentata dall’avvocato Margherita Gallo.
“L’Amministrazione comunale di Pietra Ligure non appoggia la diffida a Servizi Ambientali – afferma Carrara – e subito arrivano bollette ‘gonfiate’ proprio dei costi della depurazione”. Sebbene Carrara escluda un nesso diretto e immediato tra la decisione del Consiglio comunale e gli aumenti, evidenzia come le nuove fatture includano voci di depurazione “ingiustificabili, insopportabili, ingiuste”, specie per i cittadini che non usufruiscono pienamente del servizio, come il 70 % del territorio comunale e l’intera Val Maremola.
Carrara accusa la maggioranza di essersi schierata con Servizi Ambientali, suscitando il sospetto di “una strategia dietro, un sodalizio tra sindaci”, citando in particolare quelli di Pietra e Giustenice. Il consigliere contesta apertamente la figura del sindaco De Vincenzi: “Anziché rappresentare i cittadini, sembra essere il rappresentante di Servizi Ambientali presso i suoi concittadini”.
Pesanti le accuse anche sulla trasparenza amministrativa: durante il consiglio comunale del 16 giugno, secondo Carrara, De Vincenzi non avrebbe risposto a domande puntuali sull’esistenza di un progetto esecutivo e di un cronoprogramma per il collettamento al depuratore di Borghetto Santo Spirito. “Supponiamo perché sa bene che questi elementi non esistono”, ha dichiarato il consigliere, definendo le argomentazioni del sindaco come “fandonie”.
Carrara ha poi sottolineato che già nel maggio 2023, lo stesso sindaco – tramite il prof. avv. Cuocolo – aveva inviato una formale diffida a Servizi Ambientali, riconoscendo il mancato rispetto degli impegni presi sul fronte della depurazione. In quel documento si parlava esplicitamente di “costi di depurazione per un servizio che non viene erogato correttamente”.
Eppure, nulla è cambiato: “La scrittura privata redatta nell’autunno scorso tra i sindaci e Servizi Ambientali è rimasta lettera morta”, incalza Carrara, che si chiede perché quella diffida non sia stata seguita da atti concreti.
Le bollette, nel frattempo, continuano ad aumentare. Alcune, denuncia il consigliere, superano i 5 mila o addirittura 8 mila euro: “L’aumento si attesta tra il 40 e oltre il 65 %. Una cifra esorbitante già per chi ha la depurazione, insopportabile per chi non la riceve”.
Un passaggio particolarmente grave per l'esponente di opposizione è quello in cui Servizi Ambientali, nella propria documentazione, ammette che “i reflui in eventuale eccedenza vengono scaricati direttamente in mare”. “È la prova che non tutta la fognatura viene trattata – sottolinea Carrara – e ciò dovrebbe, se non eliminare, almeno diminuire i costi della depurazione. Invece, aumentano”.
Carrara chiude con un appello alla responsabilità istituzionale e alla giustizia: “Non si può lavorare solo per pagare le bollette dell’acqua. La situazione sta generando panico e disagio economico in tante famiglie. Ci lascia perplessi anche il silenzio delle associazioni di tutela dei consumatori. Ma noi andremo avanti con Pietra Libera, l’associazione da poco costituita proprio per difendere i diritti dei cittadini”.





