Attualità - 14 luglio 2025, 07:55

La chiesa di Vispa compie 60 anni: un faro spirituale per la comunità di Carcare

Il sindaco Mirri: "Molto più che un semplice edificio, è divenuta un punto di riferimento per la preghiera, l’incontro e la condivisione, accompagnando generazioni di fedeli nei momenti più importanti della loro vita"

Il 13 luglio 1965 rappresenta una data di grande rilevanza per la comunità cattolica di Carcare: in quella giornata venne inaugurata la chiesa della frazione di Vispa, un progetto nato e realizzato grazie all’impegno e alla generosità degli abitanti locali.

Quest’anno si celebra il 60° anniversario di questa importante costruzione, un traguardo che invita a riflettere sul ruolo fondamentale che questo luogo di culto ha svolto nel tessuto sociale e spirituale della comunità vispese.

"Per sei decenni, la chiesa è stata molto più di un semplice edificio: è divenuta un punto di riferimento per la preghiera, l’incontro e la condivisione. Ha ospitato celebrazioni liturgiche, matrimoni, battesimi e funerali, accompagnando generazioni di fedeli nei momenti più significativi della loro vita", commenta il sindaco Rodolfo Mirri.

"Questa ricorrenza non è soltanto un’occasione di festa, ma rappresenta anche il riconoscimento di un’eredità storica preziosa e di un contributo duraturo che la chiesa continua a offrire alla collettività", conclude il primo cittadino.

L’Assemblea generale dei capi-famiglia, la sera del 15 Giugno 1964, aveva dato il via alla “operazione chiesa” , eleggendo il Comitato. Erano stati eletti i Sigg. Leandro Delfino Presidente, Giuseppe Vimercati Vice-Pres, Beppino Castellano cassiere, Natale Veirana segretario, Vincenzo Badella, Aldo Beretta, Edoardo Castellano, Adofo David, Mario Librelli, Francesco Mallarini. Nelle numerose ed agitate riunioni, fu questo Comitato che prese tutte le decisioni, amministrò le entrate e le uscite, organizzo l’apporto della mano d’opera volontaria. In totale furono offerte, dalla popolazione di Vispa, 170 giornate lavorative, sotto la guida dell’Architetto Enrico Chiappini, progettista, i lavori iniziarono il 15 Ottobre 1964 e l’inaugurazione avvenne il 22 Agosto 1965.

La comunità di Vispa si è fortemente sviluppata nel dopoguerra, anche per la vicinanza dello stabilimento Ferrania 3M, nel 1949 la popolazione, con spirito comunitario aveva provveduto alla costruzione delle Scuole Elementari per i propri ragazzi, nuove case venivano erette a fianco delle preesistenti  dando forma all’attuale assetto della Frazione. In concomitanza con la crescita urbanistica si diffondeva lo spirito di appartenenza ad una comunità e nasceva la volontà di condividere la costruzione di una chiesa.

I Padri Luigi Bonato e Eliseo Elia, in quegli anni raccontavano l’avventura di una popolazione con queste parole "Nel progetto di costruzione della chiesa bisognava che nessuno stesse estraneo, a guardare. Occorreva fare una chiesa che ognuno considerasse sua. Un popolo che si costruisce la sua chiesa. La casa di tutti che sorge nel modo più semplice e operoso, con la partecipazione di tutti. Così un operaio si costruisce la sua casetta: coi risparmi di tanti anni, con privazioni e sacrifici, facendo una seconda giornata dopo il turno di lavoro, facendosi aiutare da perenti e amici, tirando sulle spese. Ci si mosse in tre direzioni: dare una motivazione valida alla costruzione della chiesa; assicurare la partecipazione di tutti; dare una dimensione religiosa al fatto".

In totale la chiesa è costata 23.444.279 Lire così suddivise: costruzione 19.616.045 Lire, acquisto terreno 2.645.000 Lire, impianto di riscaldamento 1.183.234 Lire. La partecipazione dei Vispesi ha consentito di contenere la spesa (la manodopera); l’intervento decisivo è stato del parroco Don Natale Pastorino e della Parrocchia di Carcare, che per questo scopo, con le offerte della popolazione, aveva raccolto oltre 5.000.000 Lire. A questa somma si aggiunse un suo personale contributo, portando la cifra a 13.335.670 Lire. La residua parte di spesa (circa 11.000.000 Lire) era a carico dei Vispesi, che la affrontarono con offerte straordinarie e ordinarie, banchi di beneficenza e prestiti gradualmente rimborsati.

Graziano De Valle

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