Cresce la preoccupazione tra gli oltre 10.000 dipendenti diretti e i circa 14.000 lavoratori della rete in franchising e degli appalti di Carrefour Italia.
Secondo quanto riportano nella nota di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, le ripetute richieste ai vertici aziendali di smentire le voci circolate a partire da metà giugno riguardo una possibile uscita della multinazionale francese dal mercato italiano al momento non avrebbero trovato riscontro dall'azienda stessa. Una situazione che ha spinto i sindacati a proclamare lo stato di agitazione.
Nessuna smentita o conferma ufficiale, sia negli incontri sindacali nazionali che direttamente a Carrefour Group. Semmai, secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, "risposte evasive che non fanno altro che aumentare la preoccupazione da tutti i livelli dell’impresa".
La situazione non è migliorata nell'ultimo incontro tenutosi proprio oggi, 21 luglio 2025, dove, davanti alle Rsa e alle Rsu, "i referenti aziendali non sono stati in grado di dare risposte soddisfacenti".
I sindacati sottolineano che da mesi chiedono a Carrefour "investimenti nella rete vendita per risollevare un andamento dei fatturati che ha generato perdite importanti e che ha provocato un conseguente e progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro".
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno quindi deciso di proclamare lo stato di agitazione e di chiedere un incontro in sede istituzionale "per avere chiarezza, ribadire la richiesta di investimenti e dare una prospettiva a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori".





