Riceviamo e pubblichiamo.
"Buongiorno Direttore,
mi sembra che sia sotto gli occhi di tutti il fallimento di questa raccolta porta a porta.
Non c'era bisogno di essere un grande genio per capire che una città come Savona, con una viabilità difficile, marciapiedi stretti e strade spesso in salita non fosse adatta a gestire cassonetti condominiali per ogni singolo portone, e figuriamoci, i mastelli porta a porta.
Questa modalità impostaci dal Sindaco, con arrogante determinazione, sì è rivelata un fallimento: ridotto lo spazio per le auto, sacchetti enormi di plastica buttati per strada in balìa degli eventi climatici, cassonetti già mezzi rotti e sporchi, il personale della Sea-S che deve svuotare un numero impressionante di cassonetti, le strade ormai tutte costellate di bidoni e bidoncini su marciapiedi stretti, dove passeggiare non è più un piacere, ma una veloce corsa per allontanarsi il prima possibile dalla sporcizia e dal cattivo odore.
Sarebbe stato sufficiente mettere i cassonetti intelligenti in tutta la città e inserire le telecamere in ogni quartiere, ottenendo due obiettivi importanti: verificare il corretto utilizzo dei cassonetti e maggiore sicurezza per i cittadini.
Invece i fondi per riqualificare Corso Italia ci sono, mentre i cittadini dei quartieri periferici vengono lasciati all'abbandono e alla sporcizia, facendoli sentire, ingiustamente, complici di tale degrado! Io abito in Via Torino, che, ormai, è diventata inguardabile.
Mi vergogno di vivere in una città ridotta in queste condizioni, dove ci sono pochissime aree verdi e tanta spazzatura.
E questa sarebbe la giunta di sinistra che si ritiene paladina della cultura e della svolta green?
Stefania Rignano"





