«Danno d’immagine per il Ponente ligure a causa dei forti disagi provocati dai cantieri in autostrada. I sindaci del territorio e le associazioni di categoria hanno ragione». Lo afferma il consigliere regionale della Lega e presidente della III Commissione Attività produttive Armando Biasi, che ha presentato un’interrogazione in Regione per chiedere risarcimenti alle società che gestiscono le autostrade liguri.
Nel mirino, ancora una volta, i numerosi cantieri lungo l’autostrada A10, che soprattutto nella stagione estiva stanno provocando rallentamenti, code chilometriche e incidenti, rendendo la viabilità tra Genova e il Ponente ligure estremamente difficoltosa.
Secondo Biasi, la situazione è ormai «insostenibile» e le proteste sollevate da sindaci e associazioni come Federalberghi, Unione Albergatori, Confcommercio e Confesercenti sono più che fondate: «A causa dei problemi di viabilità, emerge un’immagine di una destinazione turistica irraggiungibile e il messaggio negativo che ci sono gravi problemi infrastrutturali sulle autostrade liguri».
A peggiorare il quadro, secondo l’esponente della Lega, anche la crescente eco mediatica del problema: «Molti personaggi famosi e ‘influencer’ sui social network hanno pubblicamente lamentato i problemi legati alle nostre autostrade inducendo di fatto le persone a scegliere mete turistiche diverse rispetto alla Liguria e in particolare il Ponente».
Non si tratta solo di segnalazioni isolate: «Alcuni tour operator hanno proposto alternative alla Liguria a causa di questi forti disagi», denuncia Biasi. Di qui la proposta: un risarcimento da parte delle società autostradali, da destinare non solo alla Regione Liguria, ma direttamente alla promozione del territorio.
«Una volta terminata tale situazione, appare opportuno che le società che gestiscono le autostrade liguri risarciscano la Regione Liguria per questo danno di immagine con fondi da destinare alla promozione del territorio, al fine di ricollocare in maniera proficua il Ponente ligure fra le destinazioni turistiche più ambite, com’è giusto che sia».
Nell’interrogazione presentata, Biasi chiede se la Giunta abbia valutato di sollecitare forme di risarcimento anche non monetario, ad esempio attraverso servizi di comunicazione delle stesse società, che possano sostenere una campagna promozionale una volta conclusi i lavori: «Purtroppo – conclude – a oggi non si conosce ancora una data certa per la fine dei cantieri».





