Egregio Direttore di SavonaNews.
Ho letto con interesse la lettera di "Francesco": Kebab nel centro di Albenga, un lettore: "Ennesimo schiaffo alle nostre tradizioni".
Mi permetta di dissentire su quanto da lui affermato: i commercianti della provincia hanno dichiarato forfait già da tempo, purtroppo... Io ricordo quando da Savona si andava ad Albenga a bere un bicchiere di Pigato in osterie antiche quanto caratteristiche, oppure le varie "fugassette" vendute in diversi locali, così come la farinata, i cuculli (chi li conosce più?), le torte di prebuggiun e quant’altro di ligure c’era...
Oggi il ligure medio ha evidentemente fatto i soldi e li tiene al sicuro in banca... Nessuno investe più nella città (Albenga e Savona sono simili nel contesto, che si riflette in tutta la provincia), i giovani scappano (ho due figli che mi dicono spesso: "In provincia non c’è niente da fare se non spendere pozzi di soldi in locali infimi..."), l’ultima sala da ballo è stata demolita per far posto a condomini (Finale Ligure!), i commercianti investono solo in quello che garantisce un ritorno l’indomani... Nessuno fa più l’imprenditore serio, quello che fa le cose per il piacere di farle, quello che "tira su" i dipendenti e li forma al servizio degli altri, quello per cui il guadagno è importante solo ai fini di sostenere l’attività o poco più...
In una provincia dove i soldi si "inguattano" nelle banche o si investono nel mattone, quando non scompaiono in meandri esteri, questo è ciò che capita.
E mi dico contento che aprano almeno negozi "etnici"... Non scordiamoci che l’Italia – e l’italiano – è il prodotto del miscuglio di etnie, e che proprio perciò l’italiano medio era più fantasioso e intraprendente di molti altri. Oggi, purtroppo, pare non sia più così...
Non mi pare che ci sia molto da dire sul fatto che moltissimi piccoli imprenditori edili siano oggi albanesi o comunque dell’Est Europa. La distribuzione di frutta e verdura pare sia abilmente gestita da persone del Medio Oriente o Nord Africa... La cucina turca comincia a prendere piede seriamente, e avanti così...
Oggi le nostre tradizioni si stanno perdendo – principalmente per colpa nostra – quindi, se si vuole far rivivere il centro storico e la città tutta, ben vengano le attività etniche. Se non altro, qualcosa si muove... e questi lavorano sodo!
Altrimenti mi sento di dare un consiglio: rimboccarsi le maniche, tirare fuori i soldi ed aprire attività che proseguano ciò che si ritiene sia la "tradizione", possibilmente a portata di tasca di tutti, non solo dei più privilegiati.
Giuseppe Carbone