Riceviamo e pubblichiamo:
"In merito alla lettera del Sig. Simonetti, dove invitava gli amministratori a chiedere scusa ai cittadini invece di darsi delle pacche sulle spalle dopo il fallimento del porta a porta dei rifiuti a Savona, credo non sia sufficiente. Nella lettera si tentava di giustificare il fare con lo sbagliare…".
"Un progetto che rivoluziona la vita dei cittadini e della città non lo improvvisi con vero dilettantismo; non fai fare gli studi — quelli che abbiamo letto sui giornali — da uno studio siciliano che, magari, neppure sapeva prima dell’incarico dove fosse Savona, come fosse strutturata la città e se avesse contezza delle persone che l’abitano. Perché cambiare la raccolta non si può pianificare solo su una piantina".
"Sono stati fatti molteplici errori di valutazione: dai cassoni inadeguati, alla quantità di rifiuti, agli insufficienti passaggi per ritirare gli stessi; alla distribuzione di bidoni (14.000 bidoni e 1.400 mastelli?) in tutta la città, che fa di Savona una discarica a cielo aperto; alla mancanza di confronto con i quartieri (per idee e soluzioni) già in fase progettuale, dando interesse alle realtà simili alla città di Savona, dove il porta a porta era già iniziato da tempo e funzionava".
"La chicca del porta a porta: la città di serie A con i suoi bidoni intelligenti, il centro, i suoi portici, la pulizia e la polizia municipale sempre presente… e la città di serie B, dove da anni alberga l’incuria e si devasta una città con migliaia di bidoni e spazzatura abbandonata in ogni angolo. Per non parlare delle condizioni dei giardini, delle vie e delle piazze, al di là della raccolta porta a porta. Ho qualche anno e non ho assolutamente memoria di una città in queste condizioni. E non ne faccio un fattore politico, perché chiunque l’abbia governata ha sempre “diviso” il “salotto” dal “box”, dove c’è di tutto…".
"Alla luce di questi fallimenti, di queste mancanze, di queste mancate o errate valutazioni, perché non se ne prende atto e gli amministratori di Comune e SEA-S non si dimettono? Chiedendo scusa? Sarebbe atto di grande coraggio ed onestà… Chi fa, può sbagliare, e si dimette. La carica politica dovrebbe essere un onore, ma soprattutto un onere… Chi sbaglia paga, e i cocci sono tutti suoi".
"Credo che, purtroppo, nessuno pagherà mai. Se non i poveri cittadini… Ah, dimenticavo: aspettatevi nei prossimi anni aumenti della TARI…".
Renzo Dogliotti





