Rivedere la normativa vigente in materia e garantire risorse economiche dedicate alla gestione, vigilando nelle aree demaniali non in concessione, per andare incontro ai Comuni circa le spiagge libere, una questione che “anno dopo anno assume dimensioni sempre più critiche” lungo la costa ligure.
Questo il significato della lettera che il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa, ha inviato al direttore regionale di ANCI Liguria, Pierluigi Vinai, per portare all’attenzione dell’associazione dei Comuni una tematica sottolineata come significativa per la gestione del territorio costiero ligure dagli stessi episodi di cronaca, dell'ultimo mese in particolare.
Canepa nel suo testo, inoltrato anche al presidente della Regione Bucci e all’assessore regionale al Demanio Scajola, ricorda come le Amministrazioni comunali, già in difficoltà per la scarsità di risorse economiche e di personale, si trovino a fronteggiare occupazioni abusive con ombrelloni e attrezzature, spesso organizzate con finalità di lucro illecito, oltre a episodi di “malamovida”, eccessivi assembramenti e situazioni di degrado che rischiano di trasformarsi in problemi di ordine pubblico.
“Molti invocano più spiagge libere – osserva il sindaco – ma va ricordato che la normativa regionale già impone che almeno il 40% delle spiagge sia libero e che, di queste, non oltre il 50% possa essere attrezzato. Un vincolo che oggi limita fortemente i Comuni”.
Canepa richiama inoltre la specificità del contesto ligure: “La nostra Regione ha caratteristiche uniche. Con poco più di un milione e mezzo di residenti e un territorio fragile e con pochi spazi, si trova schiacciata tra Piemonte e Lombardia, che contano insieme circa 15 milioni di abitanti. Un bacino enorme che, in appena un’ora e mezza d’auto, può riversarsi quotidianamente sulle nostre coste. È evidente che questo contesto non sia paragonabile ad altre regioni insulari o meridionali, dove il rapporto tra residenti, turisti e disponibilità di litorale è completamente diverso”.
Da qui la proposta di rivedere l’attuale modello, ampliando la possibilità di realizzare spiagge libere attrezzate, che garantiscono comunque l’accesso gratuito al mare ma consentono di offrire servizi essenziali come pulizia, docce e sorveglianza, assicurando ordine e sicurezza.
Il primo cittadino chiede inoltre l’apertura di un percorso normativo, sia a livello nazionale che regionale, che preveda due misure: destinare ai Comuni una quota significativa dei canoni demaniali marittimi – oggi incassati interamente dallo Stato – e introdurre o aumentare un’addizionale regionale a carico dei concessionari, finalizzata in modo specifico alla vigilanza e alla sorveglianza delle spiagge libere.
“È chiaro che nessun amministratore voglia sottrarsi alle proprie responsabilità e ai propri compiti – conclude Canepa – ma, soprattutto nel periodo estivo, le poche forze comunali disponibili sono già impegnate a garantire ordine e sicurezza in tutte le zone del paese. Concentrarle solo sulle spiagge non fa altro che spostare il problema altrove. Servono risorse dedicate e un impegno diretto anche degli organi statali competenti, perché la pulizia, la sicurezza e la fruizione delle spiagge libere non possono restare sulle spalle dei soli Comuni”.





