Il referente nazionale di Adiconsum per le spiagge e di Mare Libero Liguria, Stefano Salvetti, interviene sul dibattito legato al caro ombrellone e alla gestione degli arenili.
Secondo Salvetti, l’estate 2024 ha visto “esplodere il caro ombrellone e il relativo calo delle presenze negli stabilimenti”, ricordando che le concessioni balneari “sono definitivamente scadute il 31 dicembre 2023”, come stabilito da Commissione Europea e giustizia amministrativa.
Alcuni sindaci, di fronte a episodi di inciviltà, chiedono di ridurre le spiagge libere. Ma per Salvetti sarebbe un errore: “Questione di ordine pubblico diventa occasione per togliere quel poco di spiagge libere, un’anomalia tutta italiana”. A confronto, sottolinea, “in Francia, Spagna, Grecia l’80% delle spiagge è libero e ben tenuto”.
La Liguria è tra le regioni più critiche, con “1250 stabilimenti balneari su 105 km di costa balneabile, cioè il 70%”. In diverse località, soprattutto nel savonese, non si raggiunge neppure la soglia minima di legge del 40% di spiagge libere.
Salvetti ricorda che “le spiagge appartengono ai beni comuni inalienabili” e non possono essere sottratte al libero utilizzo. La priorità, spiega, è “dare più risorse ai Comuni per controlli e servizi sulle spiagge libere, non abolirle”.
Rilanciata anche una proposta: “I canoni demaniali, oggi ridicoli rispetto a un fatturato di oltre 20 miliardi, siano rapportati ai ricavi e destinati interamente ai Comuni”. Inoltre, chiede di garantire in ogni località “un 50% di spiagge libere”, prevedendo gare per le attrezzate con strutture leggere e temporanee, a beneficio sia delle casse comunali che dei cittadini.
Infine, Salvetti solleva un altro tema: “Ogni Comune dovrebbe dotarsi di aree camper a prezzi accessibili e campeggi adeguati, vista la crescente domanda legata alle difficoltà economiche”.





