Giuseppe De Rita, 93 anni, presidente del Censis, analizza in una lunga intervista a La Repubblica la protesta che quest’estate ha investito i balneari, i prezzi delle spiagge e più in generale lo stato del ceto medio italiano.
Sul malcontento per i costi degli stabilimenti, De Rita chiarisce: “Più che di rivolta io parlerei di malumore. Che però non porta al conflitto, ma al disincanto: ‘Io da te non ci vengo più, perché tu mi vuoi sfruttare’”. E aggiunge: “Il balneare è visto come un approfittatore. Ma non è un nemico di classe. Infatti più che ingaggiare un conflitto, lo si vuole evitare”.
Il tema centrale resta il ceto medio, al centro da decenni delle ricerche del Censis. “L’impoverimento del ceto medio è un tema che c’è da trent’anni - afferma De Rita - In realtà, se si guarda al lungo periodo, oggi è ben patrimonializzato: fa le vacanze nelle case di proprietà, o di multiproprietà, gode di eredità. Molto di più rispetto a un tempo”. Ma avverte: “La parte bassa del ceto medio è costretta a fare più lavori. E i giovani, pur se laureati e con master, spesso vengono assunti come stagisti e possono contare solo sull’aiuto delle famiglie”.
Quanto allo scenario politico, De Rita sottolinea l’assenza di una visione di lungo periodo: “Non ci sono crisi enormi. Ma il Paese va avanti alla cieca, senza visione, infatti la premier tende a cavalcare quest’aurea mediocritas”. Secondo il fondatore del Censis, “ogni politico deve parlare al ceto medio se vuole consolidare il proprio consenso a lungo termine. È un problema che si porrà anche a Trump, prima o poi”.
E sul futuro del Paese: “Non c’è più un’élite capace di pensare in nome di tutti. Un tempo l’élite pensava le cose che erano necessarie. Oggi manca una guida, un pensiero profetico. Nemmeno l’Europa rappresenta più una speranza: Ursula von der Leyen non ha nemmeno l’energia e l’ardore che un tempo avevano i più mediocri degli europeisti”.
Alla fine resta la nostalgia, un sentimento che per De Rita si accompagna bene a questo “presentismo senza visione”: “L’antropologo René Girard definiva la nostalgia il lutto di qualcosa che non è avvenuto. Non risolve niente, però ti aiuta a vivere meglio”.





