La Croce Bianca di Dego lancia un appello: servono nuove forze per continuare a garantire un servizio essenziale alla comunità. Fondata nel 1997, l’associazione contava inizialmente oltre 70 volontari, cresciuti fino a superare quota 100 nel 2007. Oggi, però, la situazione è ben diversa: gli iscritti sono poco più di 50, ma gli effettivi operativi non arrivano a 35 e non tutti riescono a garantire una presenza costante.
Un calo che riflette la difficoltà comune a molte associazioni di volontariato, ma che qui pesa ancora di più: i mezzi della Croce Bianca di Dego rappresentano infatti la prima risposta in caso di emergenza. Quando non ci sono, l’attesa può superare la mezz’ora, un tempo che in molti casi può fare la differenza tra la vita e la morte.
Negli anni, la Croce Bianca ha visto passare decine di ragazzi. Molti hanno trovato un’esperienza che li ha formati umanamente, altri hanno acquisito competenze utili anche nella vita di tutti i giorni. Alcuni hanno proseguito, altri hanno abbandonato per motivi di lavoro o personali.
Ma il valore rimane: “I giovani che sono passati da noi hanno ricevuto una scuola di vita – spiega il presidente Carlo Marcenaro - e di questo siamo orgogliosi. Spesso chi arriva esce con qualcosa in più dal punto di vista umano e sociale. Lo stesso vale per chi svolge il servizio civile o i lavori socialmente utili: esperienze che lasciano un bagaglio di conoscenze e responsabilità che non si dimenticano".
Uno degli ostacoli principali al reclutamento è la paura. “Molti ci dicono: non posso partecipare perché ho paura del sangue. Ma cosa succederebbe se fosse un familiare a ferirsi? E se un incidente accadesse davanti ai nostri occhi? Il mancato soccorso, oltre a essere un reato, è una ferita morale. Noi non scappiamo: restiamo e aiutiamo”, aggiunge Marcenaro.
Vale la pena ricordarlo: la Croce Bianca non appartiene ai militi, ma alla comunità che la sostiene. Nessuno dei volontari riceve compensi: tutti offrono tempo, energie e spesso anche risorse personali, come la benzina per spostarsi da casa alle sedi operative. Non mancano infatti volontari che arrivano da Piana, Rocchetta, Cairo o addirittura da Merana.
"L’associazione vuole tornare a essere un punto di aggregazione, un luogo in cui ritrovarsi per fare qualcosa di utile per gli altri. Ma per riuscirci servono nuove risorse: persone disponibili a dedicare un po’ del loro tempo, giovani e meno giovani pronti a mettersi in gioco", conclude il presidente Marcenaro. Perché il messaggio è semplice ma chiaro: oggi tocca a noi aiutare, domani potremmo essere noi ad aver bisogno.
Nonostante le difficoltà e la carenza di volontari, la Croce Bianca ha ampliato il parco mezzi con un nuovo veicolo, operativo tra pochi giorni. Attrezzato per il trasporto di persone su sedia a rotelle, può essere utilizzato anche per sedili tradizionali.
Il mezzo sarà impiegato nei trasporti programmati, non nelle emergenze con l’ambulanza, e si prevede un aumento delle richieste in questo settore. Grazie alle dimensioni ridotte, può essere guidato anche dal solo autista, eventualmente con accompagnamento familiare, garantendo maggiore flessibilità e autonomia nei servizi offerti.





