"Come ben si sa, la volontà delle Ferrovie di ammodernare il tracciato risale agli anni Ottanta, inizialmente con il raddoppio in sede, progetto approvato già nel 1992. Alcuni comuni rivieraschi, inizialmente Borgio e poi Pietra e Loano, si opposero alla soluzione prospettata, seguendo l’onda dell’Imperiese".
Inizia cosi la nota del Comitato Territoriale, che aggiunge: "Ecco da dove nasce lo spostamento a monte dei binari, non come soluzione ideale per il potenziamento del trasporto pubblico, ma come mera necessità speculativa dei comuni rivieraschi, che, grazie a una campagna ostativa per qualsiasi miglioria degli impianti esistenti — compreso il rifiuto maturato a Loano per la realizzazione dei sottopassi — hanno contribuito a diffondere l’idea che le stazioni in centro abitato fossero un ostacolo alla vita quotidiana".
"Un aiuto è sicuramente arrivato da Ferrovie, depotenziando tutte le stazioni, dimezzando i collegamenti e aumentando il tempo di percorrenza".
"Oggi siamo all’inizio di un nuovo percorso: il 10 settembre amministrazioni comunali e Ferrovie intraprenderanno il confronto sul progetto dello spostamento a monte. I nostri amministratori e i partiti politici hanno una grande possibilità: quella di ridiscutere e opporsi a un progetto ormai non corrispondente ai bisogni della comunità".
"Nel lontano 1995, alcuni partiti politici sostennero la comunità civile nella battaglia contro questo progetto (allegato documento), che, a fronte di un investimento mastodontico, decreterà la fine del trasporto pubblico sostenibile", concludono dal Comitato Territoriale.





