“Occorre recuperare condivisione, evitare strumentalizzazioni e valorizzare il lavoro svolto fino ad oggi”. Intervengono così Danilo Causa (Fit Cisl) e Simone Pesce (Cisl) sul dibattito aperto in questi giorni a mezzo stampa sul futuro di Funivie. “Grazie a quell’impegno – aggiungono – non solo si sono salvaguardati i posti di lavoro, ma si sono create le condizioni per dare una seconda vita all’azienda nell’ambito di un progetto di sviluppo più ampio”.
Il sindacato ricorda come, dopo il fermo impianto del 2019 causato dal cedimento di alcuni piloni, “ci siamo battuti per sostenere un progetto di gestione integrata ferro–fune–gomma delle merci”, spiegano Causa e Pesce. “Un modello che diversificasse le tipologie di prodotto, valorizzasse le potenzialità delle aree aziendali – dalle zone portuali ai parchi – e creasse nuove opportunità di occupazione”.
Le difficoltà tecniche e finanziarie sul ripristino della linea a fune, affermano, “sono emerse sin da subito e si sono confermate negli anni. Ma proprio per questo – sottolineano – abbiamo sempre insistito sull’importanza di forme complementari di trasporto e sul valore strategico delle aree di stoccaggio, elementi determinanti per sviluppare attività logistiche indipendentemente dai tempi e dalle condizioni di riattivazione della funivia”.
Un percorso, quello seguito in questi anni, che per la CISL ha permesso di tenere viva un’opportunità che rischiava di scomparire. “Molto probabilmente senza la pressione costante del sindacato, senza il lavoro e il sacrificio dei dipendenti che hanno garantito la continuità operativa, senza l’interessamento istituzionale e l’operato dei commissari – evidenziano Causa e Pesce – si sarebbe persa non solo la possibilità di ripristinare l’impianto funiviario, ma anche quella di costruire nuove occasioni di sviluppo per il territorio”.
Oggi, secondo i sindacalisti, “è il momento di valorizzare ciò che è stato fatto e ciò che si sta facendo, per mantenere attrattivo un nuovo modello di utilizzo del complesso industriale”. L’obiettivo, spiegano, è “aprire un nuovo capitolo, favorire nuovi investimenti, l’insediamento di nuove attività e la creazione di posti di lavoro stabili e di qualità”.
Questo, però, solo “all’interno di un piano industriale condiviso, sostenibile, compatibile con il territorio e integrato con le principali infrastrutture verso il Nord Europa”, ribadiscono.
Il messaggio finale della CISL è netto: “Come fatto in passato, bisogna evitare polemiche politiche e lavorare insieme. Solo così sarà possibile consolidare l’occupazione e aumentare la ricettività del territorio, sfruttando appieno potenzialità che sono ancora, purtroppo, in gran parte inespresse”.





