Al Direttore - 22 settembre 2025, 18:05

Maltempo, le considerazioni di un lettore: "L'uomo continua ad ignorare - volutamente - le cause di tanti disastri"

Riceviamo e pubblichiamo

Maltempo, le considerazioni di un lettore: "L'uomo continua ad ignorare - volutamente - le cause di tanti disastri"

Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Direttore, 

scrivo per esternare alcune considerazioni sul maltempo cui stiamo assistendo, sui danni da questo causati e altre cose strettamente correlate.

Cominciamo con ordine:

- Nella mia breve (!!!) vita, ho visto alluvioni, pesanti nevicate, periodi di siccita'... tutte cose che, in tempi anche relativamente recenti, si accettavano con il cuore pesante, si, ma anche con quel senso di inevitabilita' e resilienza che oggi pare sia scomparso dal sapere collettivo. Mi ricordo quando mia madre mi spiegava che se la neve si fermava sulla spiaggia, voleva dire che avrebbe nevicato altre sette volte (io non ne ho mai contate più di 5, ma...il detto tiene...), oppure che se l'inverno era particolarmente brutto, avremmo avuto una bella estate o, viceversa, se l'estate era brutta, l'inverno sarebbe stato molto rigido... sorvoliamo poi sui detti per Santa Bibiana, i giorni della Merla, etc, etc... tutta roba che ormai pare non funzioni piu'... Pero' mi ricordo che facevo 2 km a piedi per andare a scuola, anche d'inverno con le braghette corte e la cartella piena, sole, pioggia, neve o cos'altro il cielo ci mandasse. Mai lamentato (se non per cercare di evitare la scuola...), e anzi, coi compagni ci divertivamo poi un sacco. 

- Con gli anni '60 del secolo scorso, la cementificazione del territorio si moltiplico' e nacquero interi quartieri ex-novo, in aree dove non sarebbe stato intelligente costruire ma, in nome del Dio Denaro, si costruì comunque... coprendo corsi d'acqua, deviandone altri o semplicemente ignorandone il rischio. Io stesso vivo oggi in un condominio degli anni '60 costruito su sabbia e,presumibilmente, senza le palificazioni di era moderna, visto che ad ogni passaggio di camion l'intero edificio vibra... evidentemente l'avviso biblico di non costruire su sabbia ma su roccia non fu molto ascoltato gia' a quei tempi... Questo comporto' incrementi della velocita' dell'acqua superficiale (la pioggia...), con conseguenti asportazioni di parte del terreno e anche di muretti e cementificazioni varie.... non parliamo poi delle strade asfaltate, per la maggior parte realizzate con sottostanti massetti approssimativi e asfalti troppo sottili... basti guardare le buche che si aprono ogni qualvolta che piove per farsene una ragione...

- Durante l'estate, mi ricordo benissimo che in casa ogni sera estiva si riempiva una vasca di acqua per l'uso di famiglia... e la doccia si faceva alla spiaggia che, essendo in basso, non rimaneva mai senza acqua... con una cittadina che in estate quintuplicava le presenze, e coi turisti che se ne facevano un baffo delle necessita' e bisogni degli "autoctoni", nei paesi di riviera si era sempre senza acqua. In compenso, nota positivissima, si poteva ancora bere il Nostralino, un vino leggero - bianco o rose' - piacevole al palato, leggermente asprigno, di bassa gradazione alcolica, che costava poco e toglieva la sete meravigliosamente... altro che birra...! E quindi si tirava avanti senza grosse pretese...

- Oggi leggo con sgomento che le precipitazioni sono aumentate sia per numero che per intensita', con acquazzoni che veramente somigliano a "bombe d'acqua", anche se il paragone mi fa un po' sorridere... si comincia ad assistere a trombe d'aria sul mare e sulla costa, fenomeni che non abbiamo mai sperimentato nel passato manco tanto remoto. La neve in inverno e' ormai un caro ricordo (quanti giochi mancati per i ragazzini!) ed il freddo, per quanto possa sembrare rigido, non raggiunge piu' gli abissi di allora...io ricordo benissimo la galaverna che spaccava gli alberi, il ghiaccio sul Letimbro e sul Sansobbia, le fontanelle cittadine - ormai un caro ricordo - ghiacciate ed inutilizzabili, quando non con condutture spaccate dal ghiaccio...  l'impossibilità di raggiungere i centri abitati dell'entroterra per causa neve... 

Se da un lato il clima e' piu' mite, facendoci risparmiare non poco sul riscaldamento e permettendoci vestiti piu' leggeri, dall'altro il clima mite non aiuta a controllare la proliferazione di insetti piu' o meno fastidiosi - ultime in corsa sono le cimici cinesi e le zanzare tigre, vere pesti! - e non aiuta neppure l'agricoltura, perche, come dicevano i vecchi: "sotto la neve c'e' il pane!", per indicare che il grano seminato rimaneva protetto dal freddo intenso proprio da quella coltre di neve che lo proteggeva dai venti glaciali che una volta arrivavano dalla Russia... Ora, soprattutto in estate, quando arriva una giornata di tramontana portando aria tersa e pulita e' proprio un evento da marcare sul calendario...

Quanto sopra, purtroppo, principalmente dovuto all'uomo, proprio quell'uomo che oggi se ne lamenta e che, comunque, continua ad ignorare - volutamente - le cause di tanti disastri. La cementificazione e la costruzione illimitata di case, capannoni, etc., molte di queste in aree a rischio inondazione, sembra che gridino al disastro annunciato, eppure... leggo ancora che l'unica soluzione che i nostri amministratori propongono e' un sostegno finanziario da parte del governo - sostegno che quasi mai raggiunge i diretti interessati - "per far fronte all'emergenza"...come se coi soldi si potesse eliminare il problema...

A quando una presa di coscienza sul perche' le aree inondano, od i fiumi esondano, e a quando un serio piano di interventi per evitare, o quantomeno limitare, danni a cose e persone, ma soprattutto al territorio... una bonifica sarebbe necessaria, ma ovviamente, a livello politico, nessuno ammettera' mai che ci sono case o costruzioni che andrebbero abbattute, aree cementificate che andrebbero demolite e rinverdite, e che gli alvei dei torrenti debbono essere puliti. Basterebbe guardarsi intorno: una volta le case le costruivano con sabbia dei torrenti, pietre prese dai torrenti,,, ci si faceva anche il bagno, nei torrenti... e si usava la loro acqua per l'irrigazione dei piccoli orticelli limitrofi... c'erano alborelle, anguille e altri pesci che si potevano pescare e mangiare... per non menzionare il divertimento di grandi e piccini con le pozze d'acqua createsi nelle anse...

Tutto scomparso, la gente ormai crede che con ulteriore cementificazione si possa rimediare ai danni, che con strade nuove si possano abbandonare le strade vecchie, che il freddo e'solo una illusione, che le vacanze si possono fare alle Seychelles,"tanto costa poco"...

Siamo un popolo di incoscienti, e dovremmo rendercene conto. Più presto e' meglio e'... invece lasceremo ai nostri figli e nipoti un mondo "sgarrupato", contaminato e sporco. Bell'affare davvero...

Ma, per dirla con un detto moderno: "questo e' il progresso, bellezza"... e cosi', per aumentare la ricchezza di pochi, tutti ci ritroveremo presto sotto l'ennesima alluvione, o arsi dall'ennesima siccita'. Triste fine di un mondo che poteva essere stupendo.

Grazie per l'attenzione a questa mia e distinti saluti.

Giuseppe Carbone

Lettera firmata

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