Un attivista israeliano a sostegno della popolazione palestinese e contrario alla guerra nella striscia di Gaza.
Guy Hirschfeld ieri ha fatto tappa a Savona e nella sede dell'Anpi provinciale ha raccontato la sua storia dall'inizio dell'attivismo passando per i genocidi in Palestina.
"Ho iniziato da bambino e mio padre lavorava in Palestina ed era sopravvisuto all'Olocausto. Ho capito dai suoi racconti che era tutta una questione di discriminazione e così ho iniziato a paragonare ciò che ha subito la mia famiglia a quello che stanno subendo i palestinesi. La società in cui sto vivendo però non ha imparato niente e pensa a se stessa" ha raccontato proprio quando in contemporanea tra la piazza del Brandale e Piazza Mameli si teneva la manifestazione.
Corpo nonviolento di pace ha organizzato vista la sua presenza due appuntamenti insieme all’attivista israeliano Guy, in collaborazione con le associazioni Bottega del Commercio Equosolidale, Caritas di Savona, Fondazione Comunità e Servizi, Liguria Palestina, Officina della Pace, Comitato Provinciale Anpi Savona e la Sezione Anpi di Varazze e Arci Varazze.
Gli incontri si sono tenuti ieri sera a Savona nel il Seminario Vescovile di Savona e a Varazze si svolgerà mercoledi 24 Settembre alle ore 21.00 nel Salone Parrocchiale Mons. Callandrone in via Carattino.
Operazione Colomba svolge la sua attività attraverso la presenza stabile di volontari/e in territori dove sono presenti conflitti e criticità, e questo ha permesso di entrare in contatto con altre realtà ed operare insieme.
Guy si dedica quindi alla difesa dei diritti umani, in particolare a sostegno della popolazione palestinese. Fa parte dell'organizzazione Ta'ayush, il cui nome in arabo significa "vivere insieme",che unisce attivisti israeliani e palestinesi in azioni non violente.
Il suo lavoro si concentra principalmente in Cisgiordania, dove lui e altri volontari accompagnano i pastori e gli agricoltori palestinesi per proteggerli dalle aggressioni dei coloni israeliani e documentare le violenze e le demolizioni di case.
Il suo impegno è volto a denunciare le violazioni dei diritti umani e a mostrare una prospettiva diversa da quella che spesso emerge dai mezzi di comunicazione tradizionali.
Guy è noto per la sua lotta nonviolenta e per la sua capacità di raccontare la realtà sul campo, evidenziando il disegno politico dietro le violenze e le espropriazioni di terra. Il suo attivismo è una testimonianza del fatto che in Israele esistono movimenti che si oppongono all'occupazione e cercano di costruire un futuro basato sulla convivenza pacifica.
Durante gli incontri si potranno vedere delle immagini inedite riprese direttamente sul posto con testimonianze dirette, immagini che smuoveranno le coscienze perché fotografano la sofferenza di un popolo che vive da anni sotto attacco.
"Circa il 90% dei politici in Israele è a favore della guerra così come la maggior parte dei civili che supportano il Governo. Se si andasse a votare ora non cambierebbe nulla. Dal 7 ottobre è diventato tutto molto nazionalista con cartelloni sulla guerra e bandiere ovunque, le persone vanno in giro armate".
Ma non tutti la pensano come Netanyahu.
"Ci sono attivisti che protestano. Molti stanno pensando di andare via da Israele, rifiutano di arruolarsi - prosegue - Bisogna parlarne e condividere informazioni, protestare e chiedere alla comunità internazionale di intervenire".





