“Anche nel 2025, l’anno scolastico si è aperto all’insegna dell’incertezza per gli studenti con fragilità e per le loro famiglie. I ragazzi e le ragazze con disabilità hanno diritto ad avere la giusta assistenza da parte delle scuole e dello Stato. Invece assistiamo a un indecoroso balletto di cifre, date e ipotesi, sulle spalle dei più fragili”
Jan Casella, consigliere regionale di AVS, Marco Lima, consigliere provinciale e comunale di Savona, e Gabriele Lugaro per la segreteria savonese di Sinistra Italiana, denunciano i ritardi e la mancanza delle ore di sostegno e assistenza educativa necessarie richieste dai GLO, gruppi di lavoro operativi, di cui fanno parte docenti, famiglie e referenti per l’inclusione.
“Non abbiamo intenzione di scatenare una caccia ai responsabili di questo disservizio, che si trasforma in un grave disagio per gli studenti e le studentesse. È però necessario cambiare le modalità operative. Lo stanziamento delle risorse deve essere certo e adeguato alle richieste degli istituti scolastici superiori. Bisogna sperimentare modelli organizzativi e gestionali diversi, in modo che la copertura economica sia garantita già da settembre. I ragazzi devono disporre degli educatori e dei docenti di sostegno fin dai primi giorni di scuola. È inaccettabile questo clima di incertezza sulla pelle degli studenti e delle famiglie”, dichiarano Casella, Lima e Lugaro.
E concludono: “L'educazione scolastica deve partire fin dal primo giorno di scuola, con meccanismi nuovi che sappiano cogliere le esigenze degli studenti più fragili. I dirigenti scolastici hanno già lanciato l’allarme su questo tema fondamentale e la Provincia ha raccolto l’appello, ma ci saremmo aspettati maggiore attenzione e tempestività, vista l’importanza del problema. Auspichiamo che il tavolo con i dirigenti scolastici convocato dalla Provincia per martedì prossimo sia un'occasione per il territorio di fare fronte comune e farsi portavoce nei confronti della Regione e del Ministero dei disservizi denunciati dalle famiglie in queste prime settimane di scuola”.





