Attualità - 27 settembre 2025, 16:00

Ex Invidia a Varazze in una fase di stallo. Piacentini: "Priorità dell'amministrazione da anni. Atto unilaterale d'obbligo con i privati passaggio imprescindibile"

Lo storico locale-disco bar è chiuso dal 2018. Critico il consigliere Robello: "Rappresenta una ferita aperta per la città. Cosa ne sarà?"

Ex Invidia a Varazze in una fase di stallo. Piacentini: "Priorità dell'amministrazione da anni. Atto unilaterale d'obbligo con i privati passaggio imprescindibile"

L'Invidia a Varazze continua a far discutere. L'amministrazione comunale è al lavoro da anni per arrivare alla pubblicazione del bando di gara ma la regolamentazione del rapporto pubblico-privato da tempo sta stoppando l'iter.

"Il compendio denominato “ex Invidia” rappresenta da tempo una priorità per l’Amministrazione comunale ed è oggetto di confronto settimanale all’interno della maggioranza. Il bando di gara, già predisposto da anni e successivamente ampliato nelle tipologie merceologiche per garantire maggiore partecipazione e prospettive di sviluppo, avrebbe potuto consentire la rinascita dell’immobile, trasformandolo in uno spazio riqualificato e pienamente operativo - spiega il vicesindaco Filippo Piacentini - La pandemia ha inevitabilmente rallentato questo percorso e, nonostante la volontà collaborativa della parte privata, ad oggi l’Amministrazione si trova in una fase di stallo. La pubblicazione del bando è infatti subordinata alla formalizzazione di un atto unilaterale d’obbligo, indispensabile per sollevare l’Ente da responsabilità connesse a eventuali danni sulla parte privata derivanti dagli interventi di riqualificazione della porzione demaniale".

"Questa necessità deriva anche dall’esperienza maturata nella precedente procedura: in quell’occasione fu possibile procedere con la pubblicazione del bando grazie a un quadro normativo e procedurale che non aveva ancora chiarito fino in fondo il ruolo dell’atto unilaterale d’obbligo. Nel corso della stessa procedura, infatti, il principio fu poi disciplinato dai privati, che si impegnarono ad allinearsi alle linee progettuali e a non rivalersi sull’Amministrazione per danni o infiltrazioni derivanti dagli interventi pubblici - puntualizza il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici varazzino - Proprio per questo, oggi l’atto unilaterale d’obbligo diventa un passaggio imprescindibile: non si tratta di un aggravio burocratico, ma di una garanzia a tutela dell’Ente, dei futuri concessionari e della stessa tenuta del procedimento, prevenendo a monte possibili ricorsi, impugnazioni o richieste di risarcimento".

Critico il consigliere comunale di minoranza di "Varazze Domani" e coordinatore cittadino di Forza Italia Varazze Giacomo Robello.

"Lo scandalo dell’edificio abbandonato nel cuore della città. In pieno centro a Varazze, l’edificio pubblico storico conosciuto come “Invidia” continua a versare in condizioni di totale abbandono. Chiuso da anni, senza alcun intervento di recupero, rappresenta oggi una ferita aperta nella città. Un tentativo di affidamento per i lavori di ristrutturazione era stato avviato in passato, ma naufragò senza produrre alcun risultato concreto - critica Robello - Da allora, tutto è fermo. La struttura, ormai fatiscente, è diventata un simbolo di degrado sotto gli occhi di residenti e turisti, tanto più visibile quando viene addobbata con la bandiera italiana in occasione di manifestazioni pubbliche, come quelle degli Alpini. Una scelta che molti cittadini giudicano paradossale: proprio quel tricolore sembra riportare l’attenzione sulla domanda rimasta senza risposta: cosa ne sarà di 'Invidia'?".

"Il vice sindaco Piacentini, interpellato più volte nel corso degli anni, ha fornito giustificazioni e rinvii, ma ad oggi l’immobilismo appare totale. Secondo diversi osservatori, l’edificio non sarebbe considerato una priorità elettorale e questo spiegherebbe il perdurare dell’inerzia amministrativa. Nel frattempo, però, l’Invidia continua a deturpare il centro cittadino, con molti che parlano apertamente di scandalo e chiedono a gran voce un’azione concreta" conclude il consigliere d'opposizione e coordinatore FI.

Lo storico locale disco-bar varazzino, è infatti chiuso dal 2018.

Nel 2022, tramite una deliberazione della giunta comunale era stata avviata una procedura ad evidenza pubblica per individuare un futuro gestore come già avvenuto nel febbraio 2019.

Nel giugno del 2020 era stata aggiudicata la gara ed era stato redatto un progetto esecutivo, la Regione aveva dato l'assenso alla concessione ventennale e nel gennaio 2021 era stato rilasciato il permesso a costruire ma nel febbraio del 2021 il concessionario che era stato convocato per la sottoscrizione della concessione demaniale marittima aveva rinunciato alla sottoscrizione dell'atto.

Nella nota trasmessa dalla società Invidia srls agli uffici comunali si leggeva, tra le motivazioni di rinuncia, le difficoltà emerse dall’insorgere dall’emergenza pandemica, con tutte le conseguenze derivanti, oltre all’aumento dei costi dei materiali e della manodopera necessari all’investimento sull’immobile.

Da lì la decisione dell'amministrazione di dar vita ad una nuova procedura ad evidenza (dopo aver avviato la procedura di decadenza dell'aggiudicazione) per individuare un gestore visto che l'immobile di corso Matteotti è in uno stato di grave degrado e necessita di urgenti lavori di manutenzione straordinaria e di riqualificazione. Per questo era stata inviata una comunicazione agli enti competenti sulle problematiche connesse alla situazione di sicurezza ed igiene pubblica della pertinenza demaniale e dopo un sopralluogo l'Agenzia del Demanio si era attivata per scegliere una ditta per risolvere quelle che erano le criticità sulla sicurezza e sulla pulizia.

Nel 2024 era stato effettuato un passaggio a Roma al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal sindaco Pierfederici e dal vicesindaco Piacentini che aveva permesso di sbloccare la normativa (all'interno del Decreto Milleproroghe era stato disposto infatti il divieto di pubblicare bandi per strutture turistiche ricreative) e consentire di poter bandire la gara. Non prima però della formalizzazione dell'atto unilaterale d'obbligo.
 

Luciano Parodi

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