Attualità - 20 ottobre 2025, 13:08

Alassio e Regione insieme per la tutela e valorizzazione del centro storico e delle aree di pregio cittadine

L’obiettivo è favorire l’insediamento di imprese che valorizzino il territorio, qualificandolo e diversificando i flussi di frequentazione, con particolare attenzione a quelli turistici e cittadini

È stata presentata oggi, nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Alassio, l’intesa sottoscritta tra il Comune di Alassio e la Regione Liguria in materia di attività commerciali.

L’accordo – illustrato dal consigliere regionale delegato allo Sviluppo Economico Alessio Piana, dal sindaco di Alassio Marco Melgrati e dall’assessore al Commercio del Comune di Alassio Franca Giannotta – nasce con l’obiettivo di tutelare le aree di pregio della città, preservandole dall’apertura di attività non coerenti con il decoro urbano e con la storicità del centro storico di Alassio e di via Diaz, principale accesso alla città dal lato ponente. Presenti all’incontro anche il consigliere regionale e comunale Rocco Invernizzi, il vicesindaco del Comune di Alassio Angelo Galtieri, l’assessore al Bilancio e alle Società Partecipate del Comune di Alassio Patrizia Mordente, l’architetto Roberto Burlando, titolare dello Studio Burlando di Genova che ha curato la perimetrazione e la bozza dell’intesa, il comandante della Polizia Locale Francesco Parrella, i rappresentanti dell’Ufficio Commercio del Comune di Alassio, la rappresentante locale di Fipe Michela Bertonasco – delegata dal presidente provinciale Carlo Maria Balzola – la referente per Alassio di Confcommercio Marta Ferrario, che ha portato i saluti del presidente di Confcommercio Ponente - provincia di Savona Daniele Ziliani, e la presidente del Consorzio “Alassio un Mare di Shopping” Lucia Leone.

L’accordo, previsto dall’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo 222 del 2016 e dalla legge regionale 1/2007 “Testo unico in materia di commercio”, introduce strumenti condivisi per la qualificazione del tessuto commerciale e per la salvaguardia del decoro urbano e del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Tale intesa, approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 484 del 25 settembre 2025 e dalla Giunta Comunale di Alassio con deliberazione n. 293 del 26 settembre 2025, individua – anche tramite le planimetrie allegate – le zone di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico del territorio comunale alassino, disciplinando i criteri per l’apertura di nuove attività.

L’obiettivo è quello di creare condizioni favorevoli all’insediamento e al sostegno di imprese capaci di contribuire alla qualificazione del territorio, favorendo altresì un incremento e una diversificazione dei flussi di frequentazione nel perimetro individuato, con particolare attenzione ai flussi turistici e cittadini. L’intesa si prefigge al tempo stesso di escludere alcune tipologie merceologiche che non rispondono agli obiettivi di sviluppo qualitativo individuati dai soggetti firmatari.

Particolare attenzione è riservata anche al mantenimento del decoro urbano, con regole puntuali relative a vetrine, insegne, dehors e arredi esterni, così da garantire un’immagine armoniosa e rispettosa dei manufatti soggetti a tutela monumentale e delle partiture architettoniche o dipinte delle facciate.

L’intesa individua una zona di tutela che comprende il centro storico e il rinomato “Budello”, nonché la strada parallela che si sviluppa da corso Marconi fino a corso Europa, includendo anche via Diaz. All’interno di questo perimetro – suddiviso in due aree, denominate 1 e 2 – saranno incoraggiate le imprese artigianali, commerciali e di somministrazione legate alla tradizione locale, con particolare valorizzazione dei prodotti di qualità certificata, tra cui quelli a marchio DOP, IGP, DOC, DOCG, IGT e De.Co., mentre non sarà consentita l’apertura di attività ritenute non compatibili con la qualità urbana e commerciale della città (elenco in allegato).

Tutte le attività economiche già esistenti alla data di approvazione dell’intesa, relative a generi interdetti nel perimetro territoriale della stessa, possono continuare a svolgere la loro attività, con il divieto di introdurre nuove tipologie merceologiche e attività riferibili a quelle interdette.

L’intesa sottoscritta tra il Comune di Alassio e la Regione Liguria è il risultato di un ampio lavoro di rete che, insieme alla Regione e al Comune, ha coinvolto le associazioni di categoria – Confcommercio-Fipe, Unione Provinciale Albergatori-Confindustria e il Consorzio “Alassio un Mare di Shopping” – che hanno partecipato attivamente ai tavoli di confronto svoltisi la scorsa primavera. L’intesa ha inoltre ottenuto il necessario parere positivo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Imperia e Savona.

Nell’ambito dell’intesa, va sottolineato che la Regione Liguria potrà inoltre mettere a disposizione risorse del Fondo Strategico Regionale o di altri strumenti di bilancio per sostenere le imprese presenti nelle aree individuate, con l’obiettivo di favorire progetti di riqualificazione e promozione del commercio di qualità. Il Comune di Alassio, per parte sua, si impegna a pubblicizzare efficacemente le procedure che garantiscono la corretta applicazione del nuovo regime amministrativo applicabile e a svolgere le proprie funzioni di controllo del territorio attraverso la Polizia Locale, in collaborazione e coordinamento con le altre forze dell’ordine coinvolte.

“Commercio di qualità e sicurezza cittadina sono due strade che viaggiano di pari passo. Per custodirle, preservando la storicità dei nostri centri urbani, Regione Liguria ha avviato da tempo un’azione di tutela di quelle attività economiche che valorizzano la nostra tradizione: da un lato con misure dedicate che ne accompagnano lo sviluppo, dall’altro con intese che limitano il diffondersi di realtà commerciali a scarso valore aggiunto – spiega il consigliere delegato allo Sviluppo Economico Alessio Piana. – In questo contesto si inserisce il provvedimento sottoscritto con il Comune di Alassio. Queste intese sono uno strumento diventato estremamente importante per la tutela non solo dei centri storici, ma anche – grazie all’ultima modifica della norma nazionale, che la Regione Liguria per prima ha recepito – per le aree a tutela prevalentemente commerciale. Ringrazio chi ha lavorato per arrivare a questa giornata: il patrimonio architettonico delle nostre città passa inevitabilmente dalle attività economiche che le popolano”.

“Siamo molto soddisfatti della sottoscrizione di questa intesa – dichiara il sindaco Marco Melgrati – perché rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare l’immagine del nostro centro cittadino e promuovere un modello di sviluppo commerciale coerente con il profilo di Alassio come città del commercio e del turismo di pregio. Questo accordo ci permette di preservare oggi e in futuro la qualità del tessuto commerciale e rafforzare l’attrattività di un contesto che si rivolge a una clientela nazionale e internazionale, attenta alle tradizioni enogastronomiche di qualità, all’artigianalità e alla cultura del bello e del Made in Italy che caratterizzano la nostra città”.

L’assessore al Commercio del Comune di Alassio, Franca Giannotta, dichiara: “Ringrazio il consigliere Alessio Piana e le categorie che insieme a noi si sono impegnate per perseguire questo importante risultato, frutto di un lungo lavoro di concertazione iniziato già lo scorso anno da parte della nostra Amministrazione Comunale, e che consegna oggi alla nostra città uno strumento di pianificazione capace di orientare lo sviluppo del commercio verso una visione coerente con l’immagine di Alassio: una città che fonda la propria identità e il proprio successo sulla qualità dell’offerta e sulla valorizzazione delle proprie tradizioni ed eccellenze locali”.

All’interno del perimetro delle aree di tutela è vietato l’esercizio di determinate attività economiche. L’elenco delle attività interdette ha carattere tassativo; pertanto, ogni istanza o Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) riferita, anche indirettamente, al loro svolgimento sarà considerata irricevibile e ne verrà data comunicazione all’interessato secondo le modalità di rito.

Per quanto riguarda l’area tutelata 1, non è consentito svolgere attività di vendita o noleggio di bombole di gas infiammabili, né attività di vendita di automobili, motocicli, relativi ricambi, accessori e pneumatici. Sono altresì vietate la vendita di motori di qualsiasi tipo o genere, di oli lubrificanti e di materiale antincendio. Non è permesso l’esercizio di officine meccaniche, carrozzerie o elettrauto, così come non sono ammesse lavanderie automatiche, fatta eccezione per quelle accessibili esclusivamente tramite apposita tessera e quindi non aperte al pubblico.

È vietata ogni attività di vendita al dettaglio o di somministrazione effettuata mediante apparecchi automatici installati in locali adibiti in modo esclusivo o prevalente a tale scopo, compresi quelli operanti 24 ore su 24, ai sensi dell’articolo 105 della legge regionale del 2 gennaio 2007. Non sono consentiti phone center, attività di telefonia e fax, né internet point, money transfer o money change, sia quando esercitati in locali esclusivi, sia quando associati ad altre attività. È inoltre vietata l’apertura di sexy shop.

Non sono ammesse attività alimentari, artigianali o meno, che prevedano la preparazione o la cottura di alimenti destinati alla vendita quando ciò comporti l’utilizzo di prodotti precotti non di chiara origine locale, come ad esempio kebab o altre tipologie di cibo da asporto o consumo sul posto. È altresì vietato l’esercizio del commercio al dettaglio nel settore alimentare che includa bevande alcoliche, salvo quelle che possiedano certificazioni di qualità riconosciute a livello europeo e nazionale e che garantiscano la provenienza originale o la tipicità territoriale del prodotto.

Non possono essere aperti esercizi di commercio, sia al dettaglio sia all’ingrosso, monotematici o misti, che trattino cannabis o suoi derivati in ambito alimentare, cosmetico o nutrizionale con effetto farmaceutico. Sono vietate anche le macellerie e pollerie che vendano prodotti privi delle certificazioni previste dalla normativa europea, ministeriale o regionale atte a garantire la provenienza del prodotto. Non è consentito aprire disco pub, discoteche o night club.

Sono inoltre interdette le attività di commercio al dettaglio o all’ingrosso del settore non alimentare che svolgono attività di “compro oro”, così come quelle che offrono una gamma generica e indifferenziata di prodotti privi di specializzazione o connessione merceologica, come nel caso dei cosiddetti bazar. Non è consentita la vendita al dettaglio o all’ingrosso di beni usati o materiali da recupero, fatta eccezione per libri, dischi, abbigliamento, accessori, arredamento, complementi d’arredo e oggetti da collezione.

Non possono essere aperti punti vendita al dettaglio o all’ingrosso di accessori per telefonia, salvo quelli riferiti ai marchi ufficiali di telefonia mobile. Sono vietate anche le attività di estetiste, centri massaggi e tatuatori, come definite dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4, in materia di professioni non organizzate. Non è consentita l’apertura di agenzie di pompe funebri ubicate al piano terra degli immobili, né di sale giochi o agenzie di scommesse.

Per quanto riguarda l’area tutelata 2, valgono gli stessi divieti previsti per l’area tutelata 1. Tuttavia, sono ammissibili alcune attività che costituiscono eccezione: in particolare, è consentita l’apertura di agenzie di pompe funebri ubicate al piano terra degli immobili, nonché di sale giochi e agenzie di scommesse. Sono inoltre ammesse le attività di estetiste, centri massaggi e tatuatori, ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Redazione

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