Attualità - 21 ottobre 2025, 10:12

Il Coordinamento No Inceneritore replica a Ripamonti: "Collegare l’impianto ai lavori sui fiumi è una presa in giro per un territorio già martoriato"

"E' un’affermazione che rasenta l’assurdo e dimostra una superficialità di analisi che lascia senza parole"

Il Coordinamento No Inceneritore replica a Ripamonti: "Collegare l’impianto ai lavori sui fiumi è una presa in giro per un territorio già martoriato"

"Le dichiarazioni di Ripamonti sono sconcertanti. Sostenere che la costruzione di un inceneritore possa servire a 'mettere in sicurezza i fiumi' è un’affermazione che rasenta l’assurdo e dimostra una superficialità di analisi che lascia senza parole".  Il Coordinamento No Inceneritore Val Bormida Ligure & Piemontese replica all'assessore regionale. 

"Promettere bonifiche e interventi idrogeologici in cambio di un impianto altamente inquinante è una presa in giro nei confronti di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari". 

"Se i dati reali restano confermati, dimostrano tutt’altro: l’impianto del Gerbido di Torino, citato spesso come esempio, nel 2016 ha prodotto oltre 113.000 tonnellate di rifiuti tossici, ha consumato più di un miliardo di litri d’acqua di falda e bruciato quasi otto milioni di metri cubi di metano, restituendo nell’aria e nelle acque decine di sostanze inquinanti", aggiungono dal Coordinamento. 

"In Val Bormida un inceneritore non ha né senso logico né economico: si troverebbe lontano dai principali centri di produzione dei rifiuti, per lo più genovesi; comporterebbe costi di trasporto enormi e un aumento del traffico pesante; e aggraverebbe ulteriormente una rete viaria già congestionata e fragile". 

"A tutto questo si aggiunge il rischio sanitario e ambientale, in una valle che da decenni attende bonifiche vere, non nuove servitù. Se Ripamonti vuole 'parlare con coraggio', cominci col dire la verità: l’inceneritore in Val Bormida è una follia, non una soluzione", concludono dal Coordinamento. 

Redazione

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