È il giorno di san Giovanni Paolo II. Mercoledì 22 ottobre, infatti, la Chiesa fa memoria del papa polacco, in concomitanza con la sua data di insediamento al soglio pontificio. Si tratta dell’occasione in cui il Karol Wojtyla si presentò al mondo con la celebre frase: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!».
Con grande emozione Pietra Ligure si è raccolta in preghiera nella Basilica di San Nicolò davanti alla statua del Papa "venuto da molto lontano", elevato agli onori degli altari il 27 aprile 2014 da papa Francesco, nella Domenica della Divina Misericordia.
«Permettete che io porti qui [...] i misteri dei cuori, i dolori e le sofferenze, e infine le speranze e le attese di questo ultimo scorcio del XX secolo dell’era cristiana. Permettete che affidi tutto ciò a Maria. Permettete che glielo affidi in modo nuovo e solenne. Sono uomo di grande fiducia. Ho imparato ad esserlo qui». Sono forse le parole più significative di san Giovanni Paolo II al cospetto della Madonna Nera, durante la sua omelia nel Monastero di Jasna Gora del 4 giugno del 1979.
L’icona della Madonna Nera, tanto amata da san Giovanni Paolo II
Il dipinto rientra tra le raffigurazioni di Maria Odigitria, colei che indica il cammino, tipica del mondo bizantino. Raffigura la Vergine con Gesù Bambino in braccio. La mano destra di Maria indica il Bambino e sulla sua fronte è disegnata una stella a sei punte, che per il Cristianesimo simboleggia i sei giorni della Creazione o anche la lotta tra Dio e il diavolo. Gesù Bambino, mentre tiene un libro in una mano con l’altra benedice i pellegrini. La tradizione vuole che la imago thaumaturga Beatae Virginis Mariae Immaculatae Conceptae in Claro Monte sia stata realizzata da san Luca evangelista, contemporaneo della Madonna, che ne avrebbe ritratto il vero volto, utilizzando come tela tre assi che facevano parte di un tavolo costruito da san Giuseppe e usato dalla Sacra Famiglia a Nazareth. Si racconta che l’antichissima tavola fu portata da Gerusalemme a Costantinopoli, poi a Belz, l’attuale Ucraina e infine a Czestochowa in Polonia, nel 1382 per volontà del principe Ladislao di Opole II.
Il nome “Madonna Nera” deriva dal colore scuro del volto e delle mani della Vergine e del Bambino, dovuto non a una pittura originale, ma all’annerimento della tavola e dell’intonaco nel corso dei secoli a causa del fumo delle candele e dell’uso di particolari pigmenti.
L’icona nel 1430, durante le guerre “Hussite”, fu profanata e saccheggiata e il volto della Madonna sfregiato con una spada. Nel passato le guerre “Hussite” scatenarono una serie di conflitti religiosi e politici che si svolsero in Boemia nella Repubblica Ceca tra il 1419 e il 1434. Il loro nome deriva da Jan Hus (1369-1415) un riformatore e teologo ceco, che si opponeva all’autorità della Chiesa cattolica e chiedeva riforme, ma il Concilio di Costanza nel 1415, lo condannò a morte, causando un’ondata di indignazione e di ribellione tra i suoi seguaci, gli hussiti. Sono rimaste sul dipinto, le cicatrici visibili sul viso della Vergine come un doloroso e permanente ricordo di quell’atto di violenza, ma sono anche diventate nel corso dei secoli un simbolo della sofferenza e della resistenza della nazione polacca ai regimi totalitari che per anni hanno privato l’intera popolazione della libertà.
L’episodio leggendario narra che nel 1655, quando la Polonia venne invasa dalla Svezia, episodio noto come “Diluvio Svedese”, il monastero di Jasna Gora venne assediato da un esercito di 9.000 uomini. Incredibilmente, i 300 polacchi presenti, nonostante la loro inferiorità per numero e risorse, resistettero eroicamente per 40 giorni. La Madonna evidentemente aveva fatto la sua parte! Nel 1656 in seguito a questa vittoria, il re Giovanni II Casimiro (1648-1668) dichiarò la Vergine di Czestochowa “Regina della Polonia”.
Un altro miracolo famoso avvenne nel 1920, proprio nel giorno della Madonna Addolorata, quando vi furono molte testimonianze di coloro che affermarono di avere visto apparire l’immagine della Madonna nel cielo sopra la città di Varsavia. A questo episodio, seguì la vittoria polacca contro l’Armata Rossa, ormai vicinissima alle porte della città.
Si narra anche di un altro miracolo del 1721, nella chiesa di San Pietro in Silvis, in cui l’Icona della Madonna di Czestochowa fu vista versare lacrime. Sono più di 1000 i miracoli riconosciuti all’intercessione della Madonna Nera!
Questa icona ci riporta alla memoria liturgica di san Giovanni Paolo II, che ricorre il 22 ottobre, in concomitanza con la sua data di insediamento al soglio pontificio. Si tratta dell’occasione in cui Karol Wojtyla si presentò al mondo con la celebre frase: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!».
Il pellegrinaggio davanti alla Madonna Nera è un’esperienza di conversione e unità, la scoperta che meta della vita è la santità, dono da domandare con cuore semplice.
Pregare davanti all'Icona della Madonna
La festa di san Giovanni Paolo II ci insegna tutto questo: vivere con un profondo senso di fede e devozione eucaristica, lasciandosi guidare dalla Madonna, perché secondo san Giovanni Crisostomo, un’icona non è fatta per essere guardata e ammirata, ma piuttosto perché la persona raffigurata nell’icona ti guardi.





