“Al di là dell'aspetto previsionale, più o meno condivisibile, così come di quello di allertamento, dei colori, delle scale, del tipo di fenomenologia, dei bacini piccoli, medi e grandi e delle tempistiche, quello delle macroaree con cui è stata suddivisa casa Liguria è un problema atavico che va affrontato una volta per tutte”.
Le allerte meteo che poi si rivelano giornate con pochissima pioggia, e a volte persino soleggiate, come nell'ultimo caso — con scuole e servizi chiusi e tutti i disguidi che ne derivano — hanno scatenato discussioni e polemiche sulle previsioni meteorologiche. Sul tema interviene anche il Meteorologo Ignorante, seguitissimo divulgatore con oltre 130 mila follower sulla sua pagina Facebook.
“Assimilare Varazze a Recco, Celle Ligure a Sori — scrive il Meteorologo Ignorante in un post — in un contesto previsionale di questo tipo ci costa carissimo, troppo. In pratica, per allertare il Promontorio e il Golfo Paradiso, abbiamo fatto chiudere le scuole a mezza provincia di Savona. Perché il settore B parte da Spotorno e arriva a Camogli. E che non mi si venga a dire che la colpa è dei sindaci: se voi foste sindaci, che non hanno e non possono avere competenze in materia meteorologica, idrologica, idrogeologica e previsionale, ma sono comunque gli unici responsabili chiamati a rispondere di eventuali vittime, cosa fareste?”
“Ci sono certamente casi in cui lo stato di allertamento va esteso a una fascia territoriale molto ampia – prosegue – ma ci sono innumerevoli casi in cui ragionare con i confini comunali, selezionando quelli maggiormente coinvolti rispetto a quelli meno interessati, sarebbe decisamente utile per evitare situazioni imbarazzanti come quelle odierne.”
Poi l’invito a istituire un tavolo tra i soggetti e gli enti interessati per rivedere la gestione delle allerte meteo: “Arpal, ANCI Liguria, Città Metropolitana di Genova, Regione Liguria, Provincia di Savona, Provincia di Imperia, Provincia di La Spezia: vi invito a sedervi a un tavolo e a prendere in seria considerazione l'idea di affrontare seriamente la gestione delle allerte”.





