Proprio nel giorno della ricorrenza in cui la Chiesa Cattolica celebra il ricordo di tutti i suoi defunti, sarà presentato a Finale Ligure un nuovo volume curato dallo storico locale Giuseppe “Pino” Testa che restituisce voce e significato a una delle confraternite più antiche e simboliche del territorio, da sempre legata ai riti funebri e alle opere di carità. Domenica 2 novembre, alle ore 17:00, in Sala Gallesio sarà presentato il libro “I Neri, storia della Confraternita Mortis et Orationis di Finalmarina”.
La storia dei “Neri”, per secoli un punto di riferimento religioso e civile per la comunità, conosce infatti oggi una nuova stagione. Lo scorso 13 aprile, nella Collegiata di San Giovanni Battista, si è svolta la vestizione dei nuovi confratelli e consorelle, al termine di un percorso formativo di oltre due anni guidato dal commissario Pampararo e da don Militello.
Non casuale la scelta del luogo dove si terrà la presentazione, ossia nel “vecchio ospedale” di Marina, oggi noto come Palazzo Ruffini, luogo che con la Confraternita dei Neri condivide una lunga storia. Le due istituzioni, infatti, sono unite da un’origine comune: l’abate Pietro Paolo Ruffini, esponente di una delle famiglie più illustri del Finale, nel Settecento destinò la propria casa e le sue sostanze alla fondazione del nosocomio affidandone la gestione proprio ai confratelli della “Mortis et Orationis”.
In un’epoca in cui i poveri e i malati non avevano accesso alle cure mediche, l’ospedale nacque come segno concreto di pietà e solidarietà, offrendo assistenza ai più fragili. La confraternita, oltre al conforto spirituale, si occupava della sepoltura dei defunti, assicurando dignità anche a chi moriva solo o privo di mezzi.
L’appuntamento del 2 novembre sarà dunque un momento di memoria e continuità, ponte ideale tra la tradizione secolare della carità cristiana e il rinnovato impegno di chi oggi ne raccoglie l’eredità, tramandandone, in un’epoca dove è venuta meno grazie all’evolversi della società la loro funzione anche di sanità pubblica, il ricordo e il valore spirituale.





