Regione - 31 ottobre 2025, 11:12

Sciopero ANASTE: presidio in Via Cesarea a Genova. Sindacati "No a un contratto che mortifica lavoratrici e lavoratori"

Sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del settore socio-sanitario: presidio a Genova e richiesta di un contratto dignitoso

Sciopero ANASTE: presidio in Via Cesarea a Genova. Sindacati "No a un contratto che mortifica lavoratrici e lavoratori"

Le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs hanno proclamato per oggi, 31 ottobre 2025, uno sciopero nazionale per l’intera giornata delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nelle imprese che applicano il CCNL Anaste, sottoscritto con sigle sindacali non confederali.

La mobilitazione nasce dalla chiusura dell’associazione datoriale e dal rifiuto di riconoscere salari e tutele in linea con gli altri contratti del settore.

“Dopo alcuni incontri con i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil finalizzati alla sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro con vigenza 2022-2025, ANASTE ha deciso, ancora una volta, di procedere con altre sigle non rappresentative firmando un rinnovo con aumenti salariali ben al di sotto di quelli negoziati negli altri CCNL di settore, e istituti normativi penalizzanti per i lavoratori, quale, ad esempio, la malattia”, spiegano da Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs Liguria.

“In Liguria – proseguono – alcuni gestori, nonostante l’accordo regionale siglato il 4 agosto 2023 tra Regione e sindacati nell’ambito del D.M. Salute del 19 dicembre 2022 e la successiva delibera regionale 640/2024 sull’accreditamento dei servizi socio-sanitari, continuano ad applicare il CCNL Anaste. Ciò determina un peggioramento delle condizioni lavorative di chi opera nei servizi alla persona, aggravando le difficoltà di reperimento di figure professionali come oss e infermieri”.

Per questo motivo, oggi si è svolto un presidio regionale sotto la sede Anaste in via Cesarea a Genova, e successivamente una delegazione sindacale sarà ricevuta dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, per illustrare le ragioni della protesta.

“Con la mobilitazione – concludono i sindacati – chiediamo un contratto dignitoso, che riconosca professionalità, diritti e qualità del servizio, a tutela non solo dei lavoratori, ma anche delle persone fragili assistite quotidianamente”.

Redazione

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