Martedì 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, Non Una di Meno Savona, nodo territoriale del movimento transfemminista globale, e Sorelle di Corpo, progetto transfemminista attivo da anni sul territorio ligure, organizzano una manifestazione cittadina contro la violenza patriarcale. Collaborano all’iniziativa: Sportello Antiviolenza Alda Merini, Teatro 21, Villapiana Antifascista, UDI, Dialoghi d’Arte, Ciclofficina Alfonsina e ANPI Vado Ligure.
Il corteo partirà alle 18.00 da piazza Giulio II, proseguirà lungo corso Italia con sosta in piazza Sisto, attraverserà via Paleocapa e si concluderà in piazza del Brandale.
"Perché è necessario scendere in piazza? In un contesto socio-culturale segnato da disuguaglianze e discriminazioni crescenti, riarmo e politiche che normalizzano e perpetuano misoginia e transfobia, la violenza patriarcale continua a dimostrarsi strutturale - spiegano i promotori dell'iniziativa - La mobilitazione del 25 novembre ribadisce che non sarà l’inasprimento di misure punitive isolate a garantire tutela: servono prevenzione, educazione sessuo-affettiva e al consenso nelle scuole, sostegno effettivo di chi denuncia, finanziamento dei centri antiviolenza, un welfare adeguato, autonomia economica e diritti riconosciuti, insieme alla creazione di sempre più spazi di cura e condivisione transfemminista".
"In uno scenario in cui guerre e genocidi stanno ridefinendo economia, welfare e produzione, le disuguaglianze esistenti si aggravano e le violenze si acuiscono, colpendo in modo sproporzionato donne, giovani, persone migranti, precarie, trans, queer e non binarie".
"La Palestina ci riguarda: lottare per l’autodeterminazione dei popoli significa lottare per l’autodeterminazione dei nostri corpi e delle nostre vite, a partire dalle soggettività maggiormente colpite dai processi di militarizzazione, sfruttamento e oppressione. Le lotte contro patriarcato, razzismo, colonialismo e guerra sono interconnesse: nessuna liberazione è possibile senza giustizia sociale".
"Dall’inizio dell’anno, l’Osservatorio di Non Una di Meno ha registrato 78 femminicidi e 67 tentati femminicidi, più volte avvenuti a seguito di denunce ignorate. Nella quasi totalità dei casi, l’assassino era conosciuto dalla persona uccisa: parliamo principalmente di mariti, partner, conviventi o ex partner da cui la vittima si era separata o aveva espresso l’intenzione di farlo. Questi numeri non restituiscono la portata reale della violenza sistemica: quotidianamente donne, persone trans, queer e non binarie subiscono discriminazioni, molestie e linguaggio sessista e sono costrette a interfacciarsi con stereotipi e ruoli di genere rigidi e oppressivi, che costituiscono le fondamenta della piramide della violenza, confinando donne e soggettività dissidenti in una condizione di subordinazione sociale".
"Il femminicidio non è mai un evento isolato, ma il risultato di una cultura dello stupro che tollera e normalizza comportamenti violenti a tutti i livelli: le azioni quotidiane che costituiscono la base della piramide alimentano e legittimano quelle più gravi in cima - proseguono - Il 25 novembre è un momento politico fondamentale per denunciare un sistema che colpisce tutte le soggettività che non rientrano nei modelli normativi di genere, razza, classe, corpo e capacità. Il transfemminismo rivendica trasformazione sociale, non protezione: la violenza non è un fatto privato, ma un dispositivo strutturale che attraversa istituzioni, lavoro, scuola, media e spazi pubblici".
"Mobilitarsi a Savona significa rompere il silenzio su forme di oppressione che l’indifferenza e la deresponsabilizzazione mirano a nascondere. Anche una realtà di provincia, più ristretta rispetto alle grandi città metropolitane, può diventare uno spazio di resistenza transfemminista, capace di costruire solidarietà collettiva e immaginare alternative concrete al patriarcato, al razzismo e alle norme di genere imposte. Il corteo attraverserà la città portando con sé i nomi delle sorelle uccise, trasformando il dolore in forza, rabbia e amore. L’intero percorso sarà accessibile, in quanto si svolgerà in strade carrabili (ad eccezione di corso Italia, che è in selciato ma percorribile sul marciapiede). Tutte le realtà coinvolte invitano la cittadinanza a partecipare, attraversare e diffondere la manifestazione del 25 novembre: la trasformazione è un processo collettivo che riguarda tutte. Scusate il disagio, ma ci stanno ammazzando", concludono.





