Attualità - 31 dicembre 2025, 11:54

Vespa Velutina, Lirosi: "Un pericolo sottovalutato che avanza anche a Savona"

Sono state avvistate e accertate recentemente (dai volontari di Garfagnana Vespa Velutina) alla Villetta (un nido nel parcheggio davanti all’ospedale San Paolo e uno nei giardini Badel), a Villapiana (in via San Lorenzo), a Santa Rita (corso Ricci) e alla periferia di Zinola

Vespa Velutina, Lirosi: "Un pericolo sottovalutato che avanza anche a Savona"

Il presidente del Consiglio comunale di Savona, Franco Lirosi, interviene sul tema della vespa velutina che sta danneggiando alveari in alcune parti d'Italia e preocucpa gli apicoltori.

"Partecipando, quasi casualmente, ad una riunione di apicoltori- dice Lirosi - sono venuto a conoscenza di un problema poco noto ai più, ma da tenere in viva considerazione: la presenza nel nostro territorio della Vespa Velutina, che agisce in modo sempre più aggressivo. Proveniente dalla Cina, ha fatto la sua comparsa in Europa (in Francia) nel 2004 e poi si è spostato in Spagna, in Inghilterra, in Portogallo e, dal 2012, anche in Italia. La Vespa Velutina si presenta più scura e leggermente più piccola del calabrone, ha una banda gialla verso la parte terminale dell'addome e una stretta linea gialla nel vitino. Le estremità delle zampe (lunghe) sono colorate di giallo. Nutre le proprie larve principalmente con le parti più proteiche delle api, che cattura e smembra, provocando così la scomparsa degli alveari. E danneggia anche gli alberi da frutta e gli orti, dovendo nutrirsi altresì di sostanze zuccherine".

"Notevole anche il pericolo per la popolazione - prosegue - essendo insetti molto aggressivi: possono attaccare in gruppo una persona che si avvicina inavvertitamente al nido.Questi possono ormai trovarsi anche nei centri urbani: nei giardini, sotto i ponti e sui tetti, sono ben visibili e assumono una forma sferica irregolare, anche di notevoli dimensioni.

A Savona sono stati avvistati e accertati recentemente (dai volontari di Garfagnana Vespa Velutina) alla Villetta (un nido nel parcheggio davanti all'ospedale San Paolo e uno nei giardini Badel), a Villapiana (in via San Lorenzo), a Santa Rita (corso Ricci) e alla periferia di Zinola. Il nido viene fondato a Primavera dalla regina, che depone le uova. Quando le operaie diventano adulte, incominciano a portare cibo alla comunità e in autunno inoltrato il ciclo biologico del nido volge al termine. Gli unici individui che sopravvivono sono le nuove regine che, dopo essere state fecondate, abbandonano il nido e cercano un riparo per l'inverno nell'area circostante. Perciò, per evitare il proliferare della Vespa Velutina, è basilare eliminare i nidi prima della fine del ciclo biologico, evitando così la loro proliferazione".

Conclude Lirosi :"Importante è anche il monitoraggio, molto semplice, al fine di catturare il maggior numero di regine. Basta utilizzare una bottiglia di plastica, con un foro laterale, inserendo poche dita di birra alcolica, da rinnovare ogni 10 giorni. Le stagioni indicate sono Primavera e Autunno. In sostanza, il problema è ormai grave, anche perchè nessuno se ne interessa ufficialmente e, conseguentemente, la Vespa Velutina amplia velocemente la sua zona e danneggia sempre più coltivazioni da frutta, orti e alveari. In zona agisce una associazione di volontari (Garfagnana Vespa Velutina, garfagnanavelutina@gmail.com 3406573908 e 3334543343) che, a proprie spese, si dota delle attrezzature necessarie (apparecchi d'intervento e vestiari adatti) e, a titolo gratuito, effettua interventi di monitoraggio e neutralizzazione dei nidi. Vista la gravità e l'urgenza è auspicabile un interessamento della Regione, che può legiferare in proposito".

Redazione

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