Paolo Sarullo ci vuole davvero andare, sul palco del Festival di Sanremo. Ma non per visibilità, né per un sogno personale: per dare un senso alla sofferenza e trasformarla in un messaggio forte contro la violenza. È questa la missione che il 25enne albenganese, rimasto tetraplegico dopo un pugno e un tentativo di rapina, porta avanti insieme alla sua famiglia, oggi anche attraverso la Fondazione Uniti per Paolo.
Dopo l’appello lanciato in tv a “Storie italiane” su Rai 1 al direttore artistico Carlo Conti (leggi QUI), è partita ora una petizione su Change.org per chiedere che Paolo venga invitato all’Ariston. “Chiediamo che Paolo possa raccontare la sua storia e dimostrare che la violenza non è mai una risposta – spiega la sorella Rossella –. È stato colpito per un monopattino, un gesto assurdo che racconta una deriva sempre più diffusa tra i giovani. Da quell’atto non è nato odio, ma perdono. E da lì è nata una fondazione per fermare questa spirale”.
La petizione (clicca QUI per firmare) nasce dalla volontà di trasformare una tragedia personale in una riflessione collettiva. La notte che ha cambiato tutto, il 19 maggio 2024, Paolo stava rientrando a casa dopo una serata in discoteca quando è stato aggredito. Un pugno, la caduta, una grave emorragia cerebrale, gli interventi chirurgici e la diagnosi di tetraplegia, che ha chiaramente stravolto la sua vita e quella della sua famiglia.
A un anno e mezzo da quei fatti, Paolo e la sua famiglia hanno scelto di reagire con l’impegno e la testimonianza, portando il tema della violenza nelle scuole e tra i ragazzi. “La rinascita di Paolo è legata anche alla musica – conclude Rossella –. Ci siamo accorti che riusciva a ricordare le parole quando ha iniziato a canticchiare “Balorda nostalgia” di Olly, il suo cantante preferito. Quale luogo migliore di Sanremo per lanciare un messaggio così forte? Speriamo davvero che Carlo Conti lo ascolti”.





