Bitron e Mutares (ex Continental), Sanac, le difficoltà nell’industria vetraria. Il 2026 si apre con alcune crisi industriali ancora aperte e con incertezza per altri settori che contano numerosi lavoratori nel comparto.
"Sull’automotive – spiega il segretario della Camera del Lavoro Andrea Pasa – abbiamo chiesto da un anno un incontro con la Regione e Confindustria Savona per costituire un vero e proprio “tavolo sul comparto”. Ad oggi nessuno ha risposto, neppure sulla richiesta fatta alla Regione Liguria sul tema specifico di Continental/Mutares. Stiamo parlando di due stabilimenti, Bitron e Continental/Mutares, che insieme contano oltre mille occupati tra diretti e indotto".
C’è poi la situazione di Sanac, stabilimento di Vado Ligure, per cui non è ancora stata trovata una soluzione: sotto commissariamento da anni, con un nuovo bando di vendita in scadenza a fine gennaio.
"C’è anche il comparto del vetro che è in sofferenza – prosegue Pasa – con tutta la filiera del settore e con numerosi stabilimenti in Val Bormida. Una presenza fondamentale per il territorio ma più in generale per tutta la Regione. Soffrono la questione del caro energia e la mancanza di infrastrutture energetiche".
"Servono politiche industriali vere – spiega Pasa – per mettere al riparo l’industria savonese, attraverso la salvaguardia e il rilancio di comparti in estrema difficoltà ma ancora fondamentali per la tenuta occupazionale, economica e sociale del territorio: automotive, siderurgia, vetro".
"È necessario reindustrializzare le tante aree oggi inutilizzate – prosegue – puntando su un’industria di qualità, tecnologicamente avanzata, innovativa e compatibile con l’ambiente e la salute di chi lavora e di chi vive in quei territori. Il 2026 deve essere l’anno delle scelte che mettano al centro le persone, le tutele e la qualità dell’occupazione".
Un altro tema è la sicurezza sul lavoro che, per il segretario della Cgil, deve diventare «una priorità assoluta».
"Nel solo 2025, in provincia di Savona – afferma Pasa – otto persone sono morte mentre lavoravano: un dato vergognoso, che dovrebbe far riflettere imprese, politica locale e soprattutto il Governo".
Strettamente legato all’economia industriale del territorio, ma non solo, è il tema delle infrastrutture, che negli ultimi anni hanno dimostrato tutte le loro carenze.
"In provincia di Savona – dichiara Pasa – le opere strategiche non avanzano e la mobilità peggiora di giorno in giorno. Servono risposte concrete e non più promesse su: la conclusione dell’Aurelia Bis; il progetto definitivo della Carcare–Predosa; il passaggio dai protocolli agli investimenti reali sul potenziamento ferroviario Savona–Torino e Savona–Alessandria; il casello di Bossarino; il ripristino delle funivie, fermo da sei anni, e la messa in sicurezza del territorio. Treni, trasporto pubblico locale, collegamenti e infrastrutture continuano a essere una sfida – e spesso un’incognita – per pendolari, studenti, lavoratori, turisti e per l’intero territorio. L’entroterra continua a perdere servizi fondamentali e, con questi, opportunità di sviluppo. Non ci si può più permettere di lasciare indietro intere comunità".





