Attualità - 09 gennaio 2026, 11:34

"Aborto crimine non riconosciuto e osannato come diritto": il comitato Prolife risponde al flash mob della "Campana"

Manuela Ferraro del Comitato Prolife Insieme replica alla manifestazione contro l'iniziativa del vescovo Suetta. Nella lettera aperta distingue tra pedofilia, "crimine riconosciuto", e aborto, definito "crimine che elimina la vita del più debole"

"Aborto crimine non riconosciuto e osannato come diritto": il comitato Prolife risponde al flash mob della "Campana"

Dopo il flash mob organizzato in città contro la “Campana dei bimbi mai nati” di Sanremo  (voluta dal Vescovo di Ventimiglia – San Remo  Antonio Suetta) e in solidarietà con le vittime di pedofilia, arriva una presa di posizione netta da parte del Comitato Prolife Insieme. A firmarla è Manuela Ferraro, originaria di Savona, che in una lettera aperta invita a una “sana riflessione” sul significato dell’iniziativa e sul tema dell’aborto.

"Care amici di Savona, mia città natale, che avete organizzato questo flash mob contro la Campana dei bimbi mai nati e per le vittime di pedofilia, vi invito a fare una sana riflessione", scrive Ferraro, chiarendo subito la distinzione tra i due ambiti.

Secondo l’autrice, infatti, "la pedofilia è oggi ufficialmente riconosciuta come un crimine, in qualsiasi ambito, sia laico che religioso, e i pedofili vengono perseguitati dalla giustizia". Di conseguenza, "i bambini abusati sono già riconosciuti dall’opinione pubblica e dalla legge vigente come vittime".

Diverso, secondo Ferraro, è il trattamento riservato all’aborto. "Pur essendo un crimine, in quanto elimina la vita del più debole e indifeso essere umano nel grembo materno – afferma – oggi l’aborto è osannato come un diritto, innalzato addirittura a vanto per le donne quale segno di civiltà e 'libertà'".

Una visione che, a suo giudizio, trova origine nella legge 194, definita "una legge ingiusta, perché va contro il diritto naturale". In questo contesto, sostiene Ferraro, "i piccoli feti abortiti non sono riconosciuti come vittime dall’opinione pubblica, ma solo come scarti, esseri umani di serie B, sacrificabili per qualsiasi interesse personale, per il business legato al mercato riproduttivo o ai prodotti di cosmesi".

Da qui il richiamo al ruolo della Chiesa. "È qui che risiede la missione della Chiesa, immutabile nel tempo: riconoscere la Verità e combattere la menzogna", scrive, difendendo l’intervento di mons. Antonio Suetta. "La sua denuncia è mirata all’aborto perché oggi nessuno ha più il coraggio di dire la verità su questo tema".

Ferraro sottolinea come su altri fronti la società sia compatta: "I bambini vittime di guerre, di pedofilia, di violenza sono già pubblicamente riconosciuti come vittime e la società intera lotta unita per difenderli". Da qui la domanda centrale: "Ma chi difende i bimbi non nati? Chi vuole unirsi alla Campana 'fuori dal coro' e dare voce a coloro che sono invisibili agli occhi della società moderna?".

Nel testo viene citato anche un dato globale: "Nel 2025 sono stati uccisi con l'aborto 45 milioni di bambini nel mondo. Un numero che fa gelare il sangue nelle vene a chi ancora ce l’ha".

Infine, l’appello al dialogo e alla partecipazione: "È importante lanciare l’invito a unirsi al nostro Comitato 'Prolife Insieme' e alla rete in difesa della Vita", un invito che Ferraro rivolge "a tutti, anche all’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) che manifesta contro la Campana".

Il messaggio si chiude con una citazione di Socrate: "Nessuno di noi possiede la Verità, ma la ricerca della verità può avvenire solo se non si sopravvaluta il proprio sapere e se si ammette la propria ignoranza". E con un’esortazione finale: "Difendiamo sempre la Vita di tutti".

Redazione

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