“La grande partecipazione all’assemblea pubblica del 5 gennaio a Osiglia dimostra che in Alta Val Bormida esiste una consapevolezza diffusa: il progetto eolico del Monte Camulera preoccupa seriamente cittadini, associazioni e amministrazioni locali”.
Lo dichiara la coordinatrice provinciale del M5S Savona Stefania Scarone, che prosegue: “Dall’analisi tecnica emersa durante l’incontro, si confermano gravi carenze progettuali, un metodo inaccettabile privo di confronto preventivo e un impatto ambientale sproporzionato rispetto alla fragilità dell’ecosistema del Monte Camulera. Qui non si parla di vera transizione ecologica, ma di sentieri trasformati in strade per Tir, crinali sbancati e paesaggi compromessi per impianti destinati a durare pochi decenni”.
Scarone richiama inoltre il dato di contesto regionale: “La Liguria, e in particolare la provincia di Savona, è già tra le aree con la più alta concentrazione di impianti eolici dell’intero Nord Italia. Continuare ad autorizzare nuovi progetti senza una valutazione seria degli effetti cumulativi significa ignorare il limite fisico e ambientale del territorio. La transizione energetica non può diventare una corsa all’occupazione delle dorsali appenniniche più fragili”.
“È positivo e significativo – prosegue – che le amministrazioni di Osiglia, Murialdo e Altare abbiano scelto di stare al fianco dei cittadini e delle associazioni, annunciando pareri negativi e osservazioni tecniche puntuali da presentare al Ministero. È questa la strada giusta: difendere il territorio con atti concreti, non con compensazioni economiche che non riparano i danni”.
“La nostra posizione è nota: siamo favorevoli alla transizione energetica, ma non a qualunque costo. Per il M5S le rinnovabili devono essere pianificate, distribuite in modo equilibrato e coerente con le caratteristiche dei luoghi. Priorità a fotovoltaico su aree già compromesse, comunità energetiche, efficienza energetica e riduzione dei consumi. No a progetti calati dall’alto, scollegati dai territori e privi di una visione complessiva”.
“Come M5S – conclude – continueremo a sostenere le mobilitazioni che partono dal basso. Difendere la Val Bormida significa evitare che, ancora una volta, scelte sbagliate lascino in eredità solo costi, problemi e cicatrici ambientali alle future generazioni”.





