“Mi trovo in estrema difficoltà e in estremo imbarazzo, indipendentemente dalla decisione relativa alle strisce, davanti a questo modo di agire dei miei colleghi del consiglio comunale: non si registra alcune rispetto né sul piano professionale né su quello umano".
Dopo l'attacco del gruppo di minoranza "Tradizione e Futuro" e la risposta del vicesindaco e assessore Luigi Silvestro, la consigliere Deborah Borghi ha voluto esprimere il suo dissenso per la rimozione dell'attraversamento pedonale sull'Aurelia tra Piazza Rossello e Piazza Sisto IV.
"È Imbarazzante perché il silenzio non arriva da inesperti o da figure marginali, alla prima esprerienza o di giovane età come la sottoscritta, ma anche da persone con decenni di esperienza nel mondo del lavoro e delle istituzioni, verso le quali si è nutrito rispetto e ammirazione. Ammirazione che oggi, inevitabilmente, temo sia stata mal riposta - continua la consigliere di opposizione - Ci si chiede come sia possibile che donne e uomini con 30 o 40 anni di esperienza accettino senza battere ciglio metodi che mancano di professionalità, correttezza e rispetto verso colleghi, cittadini e istituzioni. Metodi opachi, privi di trasparenza, che restituiscono l’immagine di una presa in giro più che di un’amministrazione pubblica".
"La critica non è rivolta unicamente a chi assume formalmente una decisione, ma a chi, sedendo in Consiglio comunale, accetta in silenzio tali modalità operative, contribuendo di fatto a legittimarle. Il problema, dunque, non è individuale ma collettivo: riguarda tutti coloro che, pur avendo ruoli, competenze ed esperienza, scelgono di non mettere in discussione comportamenti chiaramente discutibili - contiua Deborah Borghi - Allo stesso modo, una responsabilità ricade anche su chi, come cittadino o istituzione, accetta passivamente questi metodi, mancando di rispetto non solo a sé stesso ma alla comunità di cui fa parte. Quando pratiche poco corrette e poco trasparenti non suscitano più reazioni, il danno non è soltanto politico o istituzionale: è culturale, perché normalizza un’idea distorta di partecipazione, rispetto e responsabilità collettiva. Oggi credo si registri per Albissola una pagina politica che mette in davvero imbarazzo tutti a favore dell’ego dei singoli”.





