Cambierà il volto del litorale spotornese il nuovo Piano comunale di utilizzo del demanio marittimo predisposto dall’amministrazione comunale di Spotorno e presentato ieri ai Bagni marini locali e alle sigle sindacali.
La bozza del Pud, illustrata dal sindaco Mattia Fiorini in un incontro coi rappresentanti di questi ultimi, punta ad allineare il Comune ai parametri regionali che prevedono il 40% di spiagge di spiagge libere e libere attrezzate, a fronte di una situazione attuale che vede solo una minima parte dell’arenile destinata a questo uso. Da qui sono partite le considerazioni dell’Amministrazione: «Su 63 comuni costieri considerati dalla Regione, Spotorno ha solamente il 3% di spiagge puramente libere, si arriva al 10% considerando le libere attrezzate. Nel savonese solo noi e Loano abbiamo una percentuale così bassa» spiega il primo cittadino.
Per raggiungere l’obbiettivo, il piano ipotizza una profonda riorganizzazione del fronte mare: «Il numero delle imprese sul demanio passerà da 41 a 40 - spiega Fiorini - con una riorganizzazione che prevede l’aumento delle spiagge libere attrezzate, ormai ben note e strutturate coi servizi propri degli stabilimenti e dotazioni complete come servizi igienici, punti per la somministrazione cibo e bevande, docce, pulizia e sorveglianza. Laddove non saranno Sla, nel rispetto della legge che richiede almeno la metà di libere “pure”, sono previsti chioschi attinenti alle singole porzioni di litorale attraverso i quali intendiamo garantire servizi gratuiti di base all’utenza».
Una ridistribuzione che punta anche ad altri traguardi, oltre al rispetto della soglia regionale del 40% di litorale libero: «Puntiamo a rafforzare la vocazione turistico-balneare cittadina, incrementare l’occupazione nel settore e sostenere l’imprenditoria giovanile - continua il sindaco - I bandi saranno infatti pensati con un riguardo ai giovani operatori, nell’ottica di offrire nuove opportunità ai ragazzi del territorio. Inoltre, prevediamo di dare maggior peso nei punteggi all’occupazionalità e alla cosiddetta “clausola sociale”. Vi è poi la riserva di due concessioni a servizio delle attività ricettive. Quest’ultima è una richiesta che ci è stata rappresentata più volte dagli albergatori, i quali avranno bandi a loro esclusivamente dedicati con premialità nei punteggi legate ai posti letto».
E mentre il percorso amministrativo del Pud è ancora nelle fasi iniziali, col prossimo confronto con Clt (il 19 gennaio, ndr) e in un’assemblea pubblica, prima del passaggio in Consiglio comunale a inizio febbraio che darà avvio al tempo di trenta giorni per la presentazione delle osservazioni da parte di ogni soggetto al fine di trasmettere il testo definitivo in Regione per il nulla osta all’approvazione definitiva, è sui modi del confronto oltre che sui contenuti che si concentra la protesta degli imprenditori balneari.
Il presidente dei balneari spotornesi, Mirco Willy Vaggi contesta innanzitutto il metodo adottato: «Non lo definirei propriamente un confronto. Ci sono state mostrate delle slide, non ci è stato lasciato nulla in mano per poter studiare la situazione. Questo comportamento, secondo noi, è in contrasto con la normativa regionale ligure 13/'99 secondo cui le modifiche al Pud devono essere adottate dopo aver acquisito il parere delle associazioni regionali di categoria».
Le critiche riguardano anche la mancata condivisione preventiva delle scelte strategiche. «Chiedevamo di essere maggiormente coinvolti in precedenza, nella stesura del Piano, dove avremmo potuto dare suggerimenti, ad esempio sulla gestione di un’area come quella dell’ex discarica il cui conteggio nella misura del litorale va a incidere in modo significativo sulle percentuali. Oppure sulla possibilità e la facoltà di bandi minimi da cinque anni, tempo per costruire insieme un Piano mirato. Invece purtroppo, ancora una volta, il confronto ci sarà ma rivolgendoci agli organi preposti».
Vi sono infine le ricadute più ampie tra i timori dei balneari: «Faremo le nostre osservazioni ma con tempi strettissimi, nel mentre cercheremo di sensibilizzare e interpellare la cittadinanza sulle conseguenze che questo Pud riteniamo avrà non solo su aziende che hanno la loro storicità, sono sostentamento di intere famiglie - alcune delle quali hanno ancora sulle spalle mutui legati ad esse - e sull’intero indotto. Rischiamo l’impauperimento dell’offerta turistica cittadina e del mercato immobiliare. Senza contare le ricadute sul tema del presidio di sicurezza, pulizia e ordine che si rischia di perdere» chiosa Vaggi.






