"La scienza medica ha dimostrato che la pet therapy — i contatti tra cani o gatti e persone malate, anziane o disabili — migliora le condizioni di salute fisica e mentale, aumenta l’efficacia delle cure e favorisce la socialità. Chissà se lo sa Ronnie, il magnifico gattone che, come racconta la giornalista Elena Romanato su Savonanews, frequenta i giardini e alcuni ambulatori dell’ospedale San Paolo di Savona. E, a parte qualche “zoofobo” che non sopporta gli animali, Ronnie ottiene ovunque simpatia e interesse, offrendo coccole feline e contribuendo a ridurre ansia e cattivo umore di chi lo incontra. Ronnie è un gatto di proprietà, dotato di GPS e costantemente seguito dal veterinario".
Secondo il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA), la sua presenza "dovrebbe spingere l’assessorato regionale alla sanità a riflettere sull’utilità concreta della pet therapy, promuovendone iniziative più strutturate".
Ricordando che in passato, su proposta di un’associazione animalista locale, erano già stati fatti alcuni tentativi di applicazione della pet therapy all’ospedale San Paolo, l’OSA ed il PAI rilanciano oggi l’idea: "Un programma periodico e organizzato nei reparti di degenza non critici, estendibile anche ai lavoratori della struttura, soprattutto a chi svolge attività particolarmente pesanti o è soggetto a burn-out, per i quali l’Asl ha già istituito uno sportello dedicato. Ronnie potrebbe essere incluso come “facilitatore” di empatia e stimolatore di endorfine benefiche, supportando così chi quotidianamente affronta situazioni complesse".
Secondo il PAI e l’OSA, "la presenza di animali come Ronnie non è solo un gesto di affetto o curiosità: rappresenta un piccolo ma concreto passo verso un ospedale più umano, dove la scienza e l’empatia possono camminare insieme, migliorando il benessere di pazienti e operatori sanitari. È un invito alle istituzioni a guardare oltre i protocolli e riconoscere il valore terapeutico dei nostri amici a quattro zampe".





