Le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente al Comune di Savona e alla Sea-s riguardo la situazione della raccolta porta a porta e dello spazzamento della città, ma da oltre una settimana non hanno ricevuto alcuna risposta.
“Durante l’assemblea dei lavoratori di lunedì scorso sono emerse alcune problematiche che hanno messo in luce cause ormai evidenti sia agli occhi dei lavoratori sia a quelli delle organizzazioni sindacali – spiegano FP Cgil, FIT Cisl e Uiltrasporti –. La prima riguarda la scarsa collaborazione tra Comune e azienda; anzi, ultimamente, anche leggendo i giornali, sembra che ci siano vere incomprensioni. Denunciamo da sempre la carenza di personale: ogni mattina oltre la metà dei lavoratori, che dovrebbero occuparsi di pulire la città e svuotare i cestini, deve invece dedicarsi alla raccolta o intervenire sul territorio a raccogliere sacchetti abbandonati da chi non rispetta le regole della differenziata, senza contare il continuo abbandono di rifiuti ingombranti. Inoltre, molti lavoratori devono svuotare più volte i cestini “getta carta”, poiché qualcuno, anziché usare i mastelli o i bidoni appositi, spinge i sacchetti nei cestini o nei sabaudi, intasandoli e cospargendo le strade di rifiuti”.
“Come ciliegina sulla torta, siamo venuti a sapere che tutti gli abitanti di un condominio sul lungomare, in accordo con il proprio amministratore, hanno deciso di non ritirare i mastelli e di rifiutarsi di fare la differenziata. In quella zona c’è quindi una squadra di operatori che deve raccogliere i sacchetti sparsi, anche appesi agli alberi. Ma non sono gli unici: almeno 2.000 famiglie non hanno neppure ritirato il materiale necessario per la differenziata. Si può facilmente immaginare dove finiscono i loro rifiuti”.
“Continuiamo quindi a dire sempre le stesse cose: il Comune deve avere il coraggio di fare un piccolo passo indietro, ammettendo un mea culpa e riconoscendo che in questa città il porta a porta, così com’è organizzato, non funziona, perché servirebbe un numero di lavoratori molto superiore a quello previsto dal piano “Contarina”. È necessario chiedere a Seas di riformulare parte del servizio, con bidoni “intelligenti”, raccolta di prossimità o isole di bidoni, dove lo spazio lo consente, valutando attentamente le aree interessate. Oppure, se si decide di proseguire con questo metodo, bisogna iniziare finalmente a fare multe contro tutti gli indisciplinati, rispettando i cittadini che pagano le tasse e rispettano le regole, seguendo l’esempio di Tpl, azienda partecipata dal Comune, che ha istituito un gruppo dedicato di ausiliari del traffico e ha emesso oltre 1.000 multe in poche settimane”, proseguono i sindacati.
“Le multe per il mancato pagamento di una sosta, pur essendo un illecito, non creano problemi paragonabili a quelli di un rifiuto abbandonato, che rappresenta anche un reato penale e genera gravi conseguenze sanitarie e ambientali. Non è certo una visione appropriata per una città pronta ad accogliere turisti”.
“In Seas sono stati organizzati corsi per svolgere il ruolo di “polizia amministrativa”, ma il Comune continua a prendere tempo, e la situazione in alcune zone è fuori controllo. Non si può andare avanti così: i lavoratori sono stufi di essere talvolta offesi da qualche maleducato, che li accusa di lasciare la città sporca, i bidoni pieni o le strade non pulite, come se fosse colpa loro. Se si continua a lavorare con questo metodo e con lo stesso numero di persone, il problema peggiorerà, nonostante l’impegno quotidiano dell’azienda e della maggior parte dei lavoratori. Ognuno deve fare la propria parte. La raccolta porta a porta, in molte città italiane, è stata o abbandonata o riformulata; lo diciamo dal primo giorno, ma non siamo mai stati ascoltati”.
“Molti di noi seguono questo settore da oltre 30 anni, a livello regionale e nazionale. Ogni città, grande o piccola, deve adeguare la raccolta differenziata alla conformazione del territorio, al numero di personale e alla disponibilità economica per mezzi e materiali, senza farsi imporre sistemi dall’alto, soprattutto da chi ha visitato Savona solo su Google Maps”, concludono i sindacati. “Chiediamo quindi un intervento radicale da parte del Comune, per permettere ai lavoratori di migliorare le proprie condizioni di lavoro e la pulizia della città, prendendo in considerazione i nostri suggerimenti. In caso contrario, proclameremo un’altra assemblea e valuteremo, insieme ai lavoratori, sistemi più incisivi per raggiungere l’obiettivo, anche a tutela di tutti i cittadini savonesi”.





